Disgelo yemenita

Non è ancora l’accordo tra Hamas e Fatah, ma qualcosa si muove a Sana’a, dove i colloqui tra i mediatori dei due principali movimenti palestinesi sono continuati anche oggi, nonostante lo scetticismo espresso il giorno precedente anche dal presidente dell’Anp Mahmoud Abbas, ai margini di una conferenza stampa con il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov. Fra parentesi, Lavrov aveva detto che Mosca avrebbe continuato ad avere contatti con Hamas, soprattutto con l’obiettivo dell’unità palestinese. Secondo le dichiarazioni di un esponente di Hamas a un’agenzia di stampa iraniana, Hamas avrebbe accettato tutti e sette i punti dell’iniziativa di riconciliazione guidata dallo Yemen. Anche Fatah, o meglio, la delegazione dell’Olp, avrebbe accettato l’iniziativa yemenita, ma le fazioni non si sono messe d’accordo sulla sua messa in pratica, secondo le dichiarazioni del ministro degli esteri di Sana’a.
La questione di fondo è il ritorno di Gaza al controllo dell’Autorità Nazionale palestinese. Hamas, con Mussa Abu Marzouk, dice che la condizione migliore sarebbe quella di un ritorno allo status quo ante 13 giugno 2007. Il che significa, governo guidato da Ismail Haniyeh, e coabitazione tra le forze di sicurezza sotto controllo della presidenza dell’Anp, e forza esecutiva sotto controllo di Hamas. Coabitazione difficile, allora, che non si risolse, anche per il ruolo della Sicurezza Preventiva. Il nodo difficile dei negoziati, dunque, sembra ancora quello della gestione delle forze di sicurezza, nonché il ruolo politico di Hamas, in una fase nella quale il governo di Salam Fayyad ha appena ottenuto un sostanzioso aiuto economico dagli Stati Uniti, 150 milioni di dollari.
In parallelo, e forse non casualmente, l’Egitto continua a mediare la tregua tra Israele e i movimenti islamisti della Striscia. Oggi sono andati ad Al Arish esponenti di Hamas e della Jihad islamica per incontrare gli egiziani, e parlare anche di Rafah. Il giorno dopo la notizia che l’Egitto potrebbe essere l’unico fornitore di elettricità per Gaza.

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