Sì, la pastiera è possibile

Con timore e tremore, ho affrontato la sfida della pastiera nella Pasqua gerosolimitana. Non tanto per la ricerca degli ingredienti. C’era tutto, compresa la ricotta, che da tempo si produce in loco. Invece di comprare il grano già bagnato, che qui non esiste, ho usato i vecchi metodi: grano comprato nel negozio di sementi alla Porta di Damasco (dove c’erano anche le fave secche, più piccole di quelle italiane, per preparare fave e cicoria alla pugliese), messo a bagno nell’acqua per tre giorni, e poi cotto nel latte e cannella. Qualche problemino per l’acqua di fiori d’arancio. Qui si usa la comunissima acqua di rose, ovviamente, con cui due pastiere sono state preparate. In tempo per la terza pastiera, invece, è arrivata la bottiglietta dei fiori d’arancio (presa nel grande negozio di spezie di via Salaheddin). Risultato: le tre pastiere sono venute veramente bene, molto gradite dagli utenti.

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