Schedature

La foto di una bambina sinti schedata dai nazisti mi è stata mandata da Roberto Malini del gruppo EveryOne, che si occupa della difesa dei rom in Italia. Malini cita il professor Saimir Mile, sul pericolo insito nelle schedature: “Esiste un precedente in Francia: la schedatura antropometrica attuata dal governo transalpino nel 1912, in cui il censimento dei ‘nomadi’ era accompagnato da foto segnaletiche di faccia e di profilo, oltre che dal rilievo delle impronte digitali. Tutti gli storici che si sono occupati di questo evento, sanno che la schedatura permise l’internamento e la deportazione degli ‘zingari’, da parte della Francia e della Germania nazista”.

E siccome Proust ci ha insegnato che i segni richiamano alla memoria la propria individuale esperienza, questa foto color seppia mi ha riportato alla mente le tante foto dei fuoriusciti e degli antifascisti schedati dall’Ovra, che ho scorso all’Archivio Centrale dello Stato, a Roma, or sono molti anni fa. Qualche giorno tra la polvere dei fascicoli lo consiglio a tutti. Insegna molto, soprattutto sulla storia patria.
Ps: la scheda di Maria Bihari, questo il nome della bambina, parla di Rassenangehoerigkeit, “appartenenza alla razza”, in questo caso “zigana”. No comment

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