Brioscia e granita

Per una che ha passato le estati dell’infanzia tra Scilla e Reggio, entrare nello Stretto di Messina da nord dà la netta sensazione di essere veramente una emigrante. Un tuffo al cuore, il tentativo di riconoscere ciò che l’edilizia ha cambiato, i vecchi piloni dell’Enel tra Scilla a Cariddi, l’altro ‘penoso’ tentativo di dare al proprio figlio pillole di ricordi, memorie, tradizioni che non avrà mai. I parenti al molo, come se si tornasse dall’Ammerica, e una impagabile brioscia con la granita di limone da Doddis, sulla via Garibaldi di Messina, dove la vecchia tradizione del far colazione mi sembra ancora solida. “

Emigrare” (nel singolare modo in cui io, romana, sono emigrata) è uno strano percorso dello spirito, che amplifica ciò che altrimenti rimarrebbe nei recessi del nostro database personale. La brioscia, però, era oggettivamente magnifica, e la granita di limone, a prescindere dall’abuso che si fa del Mare Nostrum, era veramente mediterranea.

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