Le Borse continuano a tremare, anche perché al terremoto principale si uniscono anche gli scossoni, per così dire secondari. L’incubo Madoff ha già mostrato che in Italia qualcuno ci aveva investito soldi, nei cosiddetti schemi Ponzi del finanziere americano. Unicredit parla di 75 milioni di euro, ma non è l’unica banca del Belpaese ad aver perso. Se, però, in Italia qualcuno trema, è negli States e in Israele che il bubbone sta esplodendo in tutta la sua potenza. Madoff, ebreo americano, era molto legato a charities ebraiche negli States, in gran parte impegnate a inviare sostegni in Israele. E ora le charities tremano. Alcune, raccontano i giornali israeliani che sparano in prima pagina la notizia, hanno addirittura già chiuso, per l’ampiezza della loro esposizione. Haaretz parla oggi anche di personalità come Elie Wiesel e Steven Spielberg, che sarebbero tra i turlupinati da Madoff. E il vaso di Pandora, in cui ci sono almeno 50 miliardi di dollari di truffa, si è appena scoperchiato. Mentre Yediot Ahronot, il più diffuso quotidiano israeliano, è ancora più duro:
“As many of the Jewish bodies in the United States are still trying to figure out just how affected they were by the Madoff scandal, elements who have been liaising between the donors and the various charities, have called the financial sting “a shot through the Jewish heart.” Last week it was revealed that former NASDAQ chairman, Jewish-American Bernard Madoff, embezzled some $50 billion off various organizations through his company, Bernard L. Madoff Investment Securities. This latest blow has hit the Jewish philanthropists in the midst of the financial crisis sweeping through the US, as bleak projections estimate donations to Israel stand to drop some 20%”.