Sentire l’allarme aereo non fa mai piacere. A dire il vero, non è la prima volta che l’allarme aereo risuona per l’aria di Gerusalemme: lo si usa in particolari circostanze, nelle celebrazioni, nelle festività meste e/o importanti di Israele. Un minuto intero di rumore bombato, continuo, cupo. Stamattina, però, non c’era niente da celebrare, e la differenza si è subito avvertita. Cosa succede? Un rapido calcolo dei chilometri che separano Gerusalemme dal confine col Libano e da Gaza, ed è subito chiaro che non è possibile che un katiuscia arrivi da nord, o che un Qassam arrivi da sud. Dopo pochi minuti, si capisce l’arcano: era stato un errore. Un errore, però, che ha avuto il potere di aumentare la tensione in città…
