Le elezioni negli ordini professionali, in Egitto, sono lungi dall’essere un affare di bottega. Anzi. Sono questioni meramente politiche. E non solo perché, nel corso dei decenni, i Fratelli Musulmani hanno avuto uno dei loro centri di potere proprio negli ordini professionali dei medici, degli avvocati, dei farmacisti, e via elencando. Lo scontro tra l’opposizione e le forze governative, impossibile dentro le istituzioni rappresentative, si sposta negli ordini. Ora, anche questa agorà si sta riducendo. E il centro dell’ultima battaglia è il Club dei Giudici, protagonista della primavera cairota del 2005. Lo descrive Egypt & Beyond, il blog di un giornalista svedese al Cairo, che cita ampiamente al Badeel, uno dei pochi quotidiani indipendenti d’Egitto, diretto da un liberal come Mohammed el Sayyed Said.
The last bastion of freedom and justice in Egypt has fallen. The nation is now the property of the military, and Egypt turned into a police state of the first degree. We will soon hear about military trials for civilian politicians opposing the government [wait – isn’t this already happening?] … Bye bye freedoms, bye bye Egypt.”