Senza bagni di folla

Se è vero, infatti, che quella del Papa allo Yad Vashem è l’immagine che è passata in tutto il mondo, rimbalzata da una tv all’altra, ce n’è un’altra di immagine, tutta dentro alla realtà di Gerusalemme. Una ventina di francescani aspettano il Papa, assiepati sul culmine del tetto del convento di Terrasanta. Le loro tonache brune sventolano sui palazzi affastellati che costeggiano le antiche mura della città vecchia di Gerusalemme. Con loro due bandiere, una del Vaticano e un’altra con la croce rossa di Terrasanta in campo bianco. E’ questa istantanea a descrivere l’impatto della visita in chi a Gerusalemme – a qualunque fede appartenga – vive. Una visita chiusa, da una tappa all’altra, dall’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv all’arrivo in elicottero a Gerusalemme, dall’incontro con Shimon Peres nella residenza del presidente di Israele sino allo Yad Vashem, e poi all’incontro con i leader religiosi della città nel chiuso dell’auditorium del Notre Dame. Tutte tappe a inviti, e a inviti limitati: nessun bagno di folla, neanche per le strade chiuse al traffico e transennate. Anche i francescani hanno visto passare il Papa di lontano.

Per leggere la cronaca della prima giornata a Gerusalemme di Benedetto XVI, vai al sito di Lettera22.

Lascia un commento