Martire del velo?

Il caso di Marwa al Sherbini rischia di montare, come fa notare Al Jazeera, che ad Alessandria d’Egitto ha seguito il funerale della donna egiziana uccisa in un tribunale di Dresda. Quello che sta succedendo è che il caso di Marwa viene considerato emblematico della marea montante di razzismo e islamofobia in Europa. Marwa al Sherbini è stata uccisa durante un’udienza in un tribunale di Dresda: aveva citato in giudizio Alex W, un uomo di 28 anni di origini russe che l’aveva insultata pesantemente perché indossava il velo. C’è chi, in Egitto, già parla della “martire dello hijab”, la martire del velo, del foulard e non del burqa, del fazzoletto che lascia scoperto il viso e non del niqab integrale che copre tutto.

Che sia vero o meno, che Marwa sia o meno la prima martire del velo, è invece certo che la reazione in Egitto sembra uguale e contraria, uguale e simmetrica all’islamofobia in Europa. E questo non può non preoccupare. Speriamo solo di non assistere a un’altra fiammata, come quella delle vignette danesi.

Riflessioni a go-go nella blogosfera egiziana, compreso un bel po’ di movimento su twitter. Segnalo solo le riflessioni su arabist.net, e la cronaca su Al Arabiya, per chi voglia iniziare una perlustrazione. E’ indicativo che qualcuno confronti la reazione occidentale su Neda e quella, inesistente, su Marwa. La questione del doppio standard, in Medio Oriente, è molto sentita.

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