I palestinesi li chiamano “fatti sul terreno”. La comunità internazionale protesta ed è preoccupata. La realtà è che Sheykh Jarrah, quartiere che corre lungo la Linea Verde, a oriente della Linea Verde, nel cuore di Gerusalemme, continua a essere al centro dello scontro in corso. I coloni israeliani sono entrati dentro una casa aSheykh Jarrah, con l’ordine del tribunale, e hanno cacciato la famiglia al Kurd, assieme a tutte le loro cose.
Ecco la reazione del portavoce di Ban Ki Moon:
The Secretary-General is dismayed at continued Israeli actions in occupied East Jerusalem, including the demolition of Palestinian homes, the eviction of Palestinian families and the insertion of settlers into Palestinian neighbourhoods. The eviction today of a Palestinian family in East Jerusalem is just the most recent incident.
These actions stoke tensions, cause suffering and further undermine trust. He calls on Israel to cease such provocative actions. He further reiterates his call on Israel to implement its Road Map commitments by freezing all settlement activity, including natural growth; dismantling outposts; and reopening Palestinian institutions in East Jerusalem.
E’ evidente che operazioni come queste non fanno che far alzare la tensione al limite di guardia. Ed è altrettanto evidente che, nelle cancellerie occidentali e arabe, così come anche in quelle dei protagonisti del conflitto, manca essenzialmente un elemento: strategia. Non solo a lungo e a medio termine. Persino quella a corto raggio.