Tra partite di calcio ed Egitto vero

Come sempre succede, il mio amico Alaa al Aswany riesce a essere la coscienza critica del suo paese, l’Egitto. E dunque, a poche ore dallo spareggio tra Egitto e Algeria, mentre i due paesi nordafricani sono presi dalla febbre (un po’ insalubre, a dire il vero del pallone), lui racconta la storia di una giovane donna, di suo marito, del loro viaggio della speranza in un ospedale del Cairo. Quando il Cairo era tutto preso dalla febbre del calcio, appunto, e da una partita che stava coprendo tutto il resto. Alaa al Aswany, sul nuovo quotidiano indipendente Al Shorouq. Purtroppo solo in arabo. Comunque, il traduttore automatico di Google funziona male, ma il senso lo si capisce.

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