ASSALTO ALLA FREEDOM FLOTILLA

L’avventura della Freedom Flotilla, la flottiglia di sei navi di pacifisti in rotta verso Gaza con tonnellate di aiuti umanitari, si è conclusa alle 4 e 30 di questa mattina. All’alba. Le unità speciali della marina  militare israeliana hanno attaccato la Mavi Marmara, la nave più grande della flottiglia, e altre due imbarcazioni. L’assalto ha avuto un bilancio tragico. Fonti non ufficiali parlano di oltre 15 morti e decine di feriti, colpiti dal fuoco dei soldati. Nove dei morti dovrebbero essere di nazionalità turca. I cameraman presenti sulla Mavi Marmara hanno filmato l’assalto dei soldati israeliani, il fuoco, i feriti da arma da fuoco. Israele parla di cinque feriti tra le file delle unità speciali, e si succedono le notizie – su sms e sui siti israeliani – sulle modalità con le quali i soldati israeliani siano rimasti feriti.

Le navi sono in rotta verso il porto israeliano di Ashdod, scortate dalla marina militare. E lì si aprirà il secondo capitolo, quello sul quale le autorità di Tel Aviv erano state ricche di dettagli nei giorni scorsi. Cosa succederà  alle centinaia di pacifisti, oltre 700? Saranno accolti nelle tende “con aria condizionata” allestite alluopo? Saranno rispedite in patria o accolte nelle prigioni israeliane, come fa arguire una delle ultime breaking news, e cioè che le autorità penitenziarie hanno alzato il livello di allerta?

Intanto, il caso diplomatico è già scoppiato. La Turchia ha convocato l’ambasciatore israeliano, e ha già definito “inaccettabile” l’assalto alle navi, che i pacifisti specificano essersi svolto in acque internazionali. Dimostranti hanno cercato di attaccare il consolato israeliano a Istanbul, e il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ha già parlato con i ministri della difesa e degli esteri turchi.

Intanto, in Israele si teme la reazione degli arabo-israeliani, la minoranza palestinese dentro Israele che rappresenta un quinto della popolazione. In allerta le forze di sicurezza nell’Israele  del nord, dove soprattutto è concentrata la comunità palestinese. E anche a Gerusalemme, misure rafforzate attorno alla Spianata delle Moschee, per timore di disordini. Il governo israeliano si è detto “rammaricato”. L’assalto  alle navi è già un rovello diplomatico, per Israele, e riporta urgentemente sulle prime pagine dei giornali la questione di Gaza, e del disastro umanitario in corso, ribadito negli scorsi giorni anche dall’Onu.

1 commento su “ASSALTO ALLA FREEDOM FLOTILLA”

  1. E’ davvero incredibile il senso di assoluta impunità che mostrano di avere. Come è possibile che ancora non vi si stata una incriminazione per delitti contro l’umanità?

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