La crisi non è ancora finita, la disoccupazione cresce, ma c’è un settore in grande espansione, ed è quello dei lavori che girano attorno a tutto quello che è “halal”. Halal, e cioè tutto ciò che è consentito per chi professa la religione musulmana, e dunque non proibito. Versione musulmana di quello che per l’ebraismo più ortodosso è il kosher. Lo halal si sta sviluppando un vero e proprio mercato, fruibile – sulla carta – da centinaia di milioni di clienti, in Europa, nel mondo arabo, in Asia soprattutto. Tanto è vero questo, che esiste anche un forum mondiale sullo Halal. Il prossimo si terrà a Londra a novembre.
Cosa significa, in termini produttivi? Anzitutto lo sviluppo nel mercato agroalimentare, seguendo tutta la filiera, dal produttore al macellaio halal al distributore, sino ai ristoranti e ai fast food. Lungi dall’essere una potenzialità, peraltro, è già un fatto, se è vero che una grande società degli Emirati Arabi Uniti, Al Islami, sta pensando di aprire in franchising una catena di fast food di pollo in Francia e in Gran Bretagna, e che la potentissima Campbell ha creato una linea di zuppe halal. Con tanto di certificazione rilasciata dalla Islamic Society of North America (ISNA).
Se il mercato si limitasse solo al cibo, però, il fenomeno non desterebbe grande sorpresa. La nostalgia dei sapori di casa, a prescindere dai precetti religiosi, è sentimento che accomuna tutti. Soprattutto quando cibo significa cultura del fare, tradizione, storia. I fast food halal, insomma, non sono poi molto differenti dal concetto del McDonald o della nostra rosticceria. Sapori di casa, che per alcune religioni – non solo per quella musulmana – sono inseriti anche all’interno di precetti. Il fatto nuovo è che la concezione halal non riguarda più solo la gastronomia, e si è diffusa in tutto il resto della vita quotidiana. Con tutti i rischi che una visione ortodossa di se stessi e del mondo comporta, per musulmani e non solo. Così, si può viaggiare halal o ascoltare musica halal. Con tanto di certificazione e siti web che di questo si occupano. Un esempio lo si trova qui, su Crescentrating.
la foto è presa dal sito ehalal.
