Ho scattato poche foto, dai seggi, e con le foto non sono brava. Ma sono per documentazione. In realtà, le file erano molto molto molto più lunghe, al Cairo, per il referendum costituzionale. E il catalogo degli egiziani che hanno riempito fino all’inverosimile i seggi era il più variegato possibile. Cercherò anche altre foto, sul web, che diano di più il senso di quello che è successo in Egitto, proprio mentre – a due passi – si sta consumando l’ennesima brutta pagina della politica mediterranea. La tardività dell’intervento sembra quasi prefigurare che la bella ondata delle rivoluzioni arabe subirà uno stop, a causa della guerra che ci sarà in Libia. Un modo, insomma, per rimandare ancora la democratizzazione dell’area. Spero solo che non ci sia, da parte di qualcuno, anche una strategia studiata a tavolino. Ma tanto io alle dietrologie non credo.
Al Cairo, nel frattempo, andava in onda una delle giornate più belle di questa città.


