Come forse molti lettori già sanno, quest’anno il Salone del Libro di Torino, che inizia domani, ha due paesi ospiti. La Russia. E la Palestina. Saranno presenti al Salone scrittori e intellettuali di valore, e la loro presenza cade, peraltro, proprio a ridosso del 15 maggio, che per i palestinesi è l’anniversario della nakba, della catastrofe. Un anniversario particolare, quest’anno, nel turbinio delle rivoluzioni arabe.
Se volete scorrere tutto il programma, basta collegarsi al sito del Salone. Io sarò al Lingotto venerdì, sabato e domenica, per tre appuntamenti, tra letteratura e attualità.
Ecco il mio programma:
Venerdì 13 maggio, Ore 14, Sala Blu, Scrittori della Palestina, Incontro con Salman Natour. Interviene: Paola Caridi
Sabato 14 maggio, Ore 12, Sala Blu, Il futuro della Palestina, Intervengono: Jamil Hilal, Sari Nusseibeh, Ilan Pappé. Conduce: Paola Caridi. Un incontro che si preannuncia molto interessante, visti gli ultimi sviluppi in casa palestinese, a cominciare dalla riconciliazione tra Hamas e Fatah…
Domenica 15 maggio, Ore 14, Sala Blu, presento Susan Abulhawa, a Torino in occasione dell’uscita di Ogni Mattina a Jenin (Feltrinelli).
E a proposito di scrittori, è il caso di parlare non solo di occasioni piacevoli come il Salone del LIbro, ma anche degli scrittori in galera. Come Ahmed Qatamesh, in detenzione amministrativa (carcere preventivo, in sostanza…) dal 21 aprile, quando è stato arrestato dalle forze armate israeliane a El Bireh, a Ramallah. Amnesty International ha emesso un duro comunicato per premere sulle autorità israeliane, minacciando di considerare ancora una volta Qatamesh prigioniero di coscienza. Negli anni Novanta, lo scrittore palestinese ebbe il record, per nulla piacevole, del detenuto con il più lungo periodo di detenzione amministrativa sulle spalle.

Ho finito di leghgere il libro di Susan Abulhawa, Ogni mattina a Jenin, bellissimo e tragico. Peccato che sia lontana da Torino…