Potpourri. Ma un occhio alla #Sicilia!

Inutile dire che tutti gli occhi – i miei compresi – sono sulle elezioni in #Sicilia. Ho votato, per la prima volta, da residente, e dunque faccio parte a pieno titolo di quell’ampia minoranza che ieri ha deciso di andare alle urne e non si è astenuta. Ciò non vuol dire che io non capisca non solo l’insofferenza, ma anche lo scatto di dignità di molti degli elettori che hanno deciso di non votare: solo che io, provenendo da posti dove la richiesta di poter avere elezioni democratiche ha fatto sacrificare la vita a molti giovani, ritengo che in ogni caso votare sia ancora un diritto/dovere. Per molti, nel mondo, è ancora un lusso.

Da oggi in poi, invece, vedremo in azione la politica. E soprattutto, sarà interessante osservare se la politica avrà compreso quanto la frattura tra un’azione autoreferenziale e la realtà quotidiana (locale, prima di tutto) si stia approfondendo. Con molta più rapidità di quanto si pensi. Occorre fantasia, per la politica, più che nuove facce, o giovani perennemente in ascesa, come succede sul piano nazionale. Occorre fantasia, e una proposta che divenga azione politica. A partire dalla dimensione locale, che continuo a pensare sia il primo laboratorio di un cambiamento che deve essere veloce, anche costoso, e serissimo.

Detto questo, è chiaro che occuparsi di Medio Oriente, oggi, è quasi impossibile. Un po’ di consigli per la lettura, comunque, potrebbero sempre risultare utili.

– E allora comincio, appunto, con due libri usciti in italiano, e appena arrivati sulla mia scrivania. Per le recensioni, datemi un po’ di tempo. Il primo volume è quello di Jolanda Guardi e Anna Vanzan, Che genere di islam. Omosessuali, queer e transessuali tra shari’a e nuove interpretazioni (Ediesse 2012). Titolo e sottotitolo dicono già molto, di un volume di cui c’era bisogno. Mabrouk Jolanda e Anna!!

Il libro postumo di Anthony Shadid, Premio Pulitzer e corrispondente dal Medio Oriente del New York Times, è uscito in italiano per i tipi Add. Si intitola La casa di pietra. Un modo per scoprire ancor di più lo sguardo lucido ed empatico di Shadid, morto in Siria all’età di 43 anni. Morto sul lavoro.

– Sul web, invece, è possibile leggersi la denuncia di Human Rights Watch contro la decisione del  ministro della giustizia tunisino di far dimettere 75 giudici. Un colpo all’indipendenza della magistratura, accusa HRW, e un pericoloso precedente che mette in guardia sull’ampia possibilità di manovra del potere esecutivo. La denuncia arriva proprio quando, oggi, si è aperto il dibattito all’Assemblea costituente tunisina sul preambolo della nuova costituzione.

– Non ha fatto molto scalpore sulla stampa italiana, e invece mi sarei aspettata che lo facesse, il risultato del sondaggio in Israele sull’identità, il razzismo, il rapporto con i palestinesi. Lo ha pubblicato Haaretz, lo ha commentato Gideon Levy. E ora Richard Silverstein lo spiega ancor più nei dettagli su Tikun Olam. Il 58% del campione del sondaggio conviene che, sì, c’è l’apartheid in Israele da parte dello Stato verso i palestinesi…

– In Egitto, c’è attesa per il cosiddetto Documento delle Donne  che Al Azhar renderà pubblico, si dice, all’inizio di novembre. Sarà la base per quello che poi si deciderà nel dibattito costituzionale in tema di diritti delle donne. Vedremo… stay tuned.

– In tempi di hajj, di pellegrinaggio nei luoghi santi dell’islam, è più facile che si parli di Arabia Saudita. E di Mecca e Medina, appunto. Stanno aumentando le critiche contro la decisione delle autorità saudite di costruire una moschea che, sic!, potrà ospitare un milione e seicentomila persone (avete letto bene…) a Medina, a spese di alcune delle moschee più antiche del mondo. Ambisce a essere il più grande edificio del mondo, ma consentirà ai bulldozer di spazzar via un pezzo di storia. Sull’Independent.

– E infine, per chi si vuole sollazzare con le proprietà della famiglia Mubarak, componente per componente, e appartamento per appartamento, The National  ha una lista dettagliata qui.

 

Buona lettura, magari da accompagnare con buona musica. Per esempio, Filomena Campus Quartet e Paolo Fresu. Il concerto, raccomandato da TimeOut,, è a Londra il 31 ottobre. Il video, qui, è del concerto dello scorso anno. Mabrouk, stavolta a Filomena e Paolo!

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