Per Gerusalemme. Nel tempo perduto degli uomini

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Appuntamento a Mantova, il 4 settembre. Al conservatorio di musica Campiani. Alle 10 di sera, dunque di nuovo di notte e nel tempo sospeso di Gerusalemme. Il Festivaletteratura ci ha invitato per proporre ai lettori una pièce che mette assieme testo teatrale (mio), musiche (dei Radiodervish) e recitazione (Carla Peirolero), tutti assieme attorno a una Gerusalemme nascosta agli occhi dei più. Anche di chi la visita.

È una produzione del Festival Suq, in collaborazione con il Teatro Stabile di Genova. L’evento ha già i posti esauriti, dicono dal festival….

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“Li vedo anche ora, i ragazzi – come zombie – camminare nella Città. Stanno sempre attenti a dove mettono i piedi. Guardinghi. Stanno tra loro. Ridono tra simili, chiusi nei vestiti che qualcuno – vecchio, cattivo – ha cucito loro addosso”.

Nura vorrebbe liberare i ragazzi di Gerusalemme. I ragazzi di qua e i ragazzi di là. I giovani israeliani e i giovani palestinesi. Liberi di sedersi su di una panchina, di guardarsi. E perché no?, di innamorarsi. Essere normali, fuori dalle divise che debbono indossare. Liberi dalle catene in cui la stessa Gerusalemme è stata rinchiusa: città santa per tutti, eppure calpestata, abusata.

Nura, la protagonista che traccia la storia contemporanea della città attraverso il caffè in cui è nata e vissuta, vorrebbe liberare gli abitanti di Gerusalemme, renderli finalmente visibili e protagonisti. Dare a ognuno di loro, finalmente, la parola e la forza di usare una lingua comune. La lingua dei cittadini di Gerusalemme.

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