L’eterno riposo. Almeno quello

 

Non so che dire. Non so veramente che dire. Riesco solo a mettere insieme quel numero probabile, 700, con le centinaia di messaggi razzisti e infami che compaiono sulle bacheche di FB  e su Twitter, i tazebao virtuali che grondano schifezze. Schifezze immonde, neanche odio, perché l’odio dovrebbe essere un sentimento consapevole. A centinaia di vittime sacrificali nel mare che non è più di nessuno, corrispondono centinaia di parole infami vomitate. Chi è il colpevole? Chi è l’assassino? Chi arma chi?

Io credo ormai che non ci si possa accostare al dramma dei migranti senza prima aver preso di petto la questione del razzismo. Senza aver denunciato chi usa l’arma del razzismo per piccoli risultati elettorali o per ancor più piccole frustrazioni personali.

Occorrono decisioni importanti e non emergenziali. Occorre una rivoluzione delle parole e dei sentimenti. Una rivoluzione dei diritti.

In questi giorni mi son fatta coraggio (perché di coraggio ce ne vuole) e mi sono letta le parole colme di vomito che riempiono le bacheche. Quelle personali, e quelle di figure pubbliche. Un esempio fra tutti, forse il più bersagliato: Laura Boldrini. Può sembrare fuori luogo accostare il naufragio di questa notte con il vomito razzista che riempie i social network. Eppure i due elementi si tengono: i morti del naufragio più recente, solo l’ultimo ahimè in ordine di tempo, sono le vittime sacrificali di un’anima che abbiamo perso da tempo. L’anima della comunità. L’anima attraverso la quale si riconosce l’evangelico ‘prossimo nostro’, il laico ‘vicino’. L’amico.

Non mi bastano, non ci bastano i milioni in piazza per Charlie Hebdo. Non ci bastano affatto. A guardarli, a distanza, sono l’espressione più chiara ed evidente dell’Europa-fortezza. Perché per Charlie Hebdo abbiamo difeso ‘i nostri’. Le nostre vittime. Nulla, o quasi, abbiamo fatto per il ‘prossimo nostro’. Persino le vittime del Bardo sono state strumentalizzate, perché le abbiamo interiorizzate come ‘nostre’. Più difficile, arduo, difendere i rom, i migranti, la puzza di povertà che molti di loro emanano. Più difficile andarli ad accogliere, non solo a Lampedusa, come fa l’Italia che non si vede e c’è, per fortuna. L’Italia che stamattina alle 7 a Porto Empedocle ha accolto i migranti che vengono smistati nei diversi centri di ricovero. L’Italia che accoglie cadaveri nei suoi cimiteri. L’Italia dei samaritani buoni.

Quest’Italia silenziosa e samaritana, invisibile e terribilmente presente piange, anche oggi. Come ha sempre fatto in questi anni. Non ha bisogno di scendere in piazza perché è già per strada, ogni giorno. Ma non è (ancora) abbastanza forte, compatta, incisiva da segnare le politiche degli Stati europei. Non ha ancora detto ‘basta’ al genocidio di un gruppo che non è etnia, non è comunità di fedeli, non è nazione. È un gruppo composito e dolente, colorato e silente. Li chiamiamo migranti. Dovremmo forse cambiar loro denominazione, e semplicemente definirli umanità. Comunità di esseri umani. Persone a cui è stata strappata non solo la vita, ma la dignità.

“L’eterno riposo dona a loro, o Signore”. L’eterno riposo, almeno quello, dopo una vita che avrebbero meritato – le vittime, i morti, gli uomini e le donne – più degna e colma di compassione. Una vita che non abbiamo difeso abbastanza.  

3 commenti su “L’eterno riposo. Almeno quello”

  1. ti lascio quel che ho scritto nel post sul mio diario connesso al post di medici senza frontiere “stiamo scavando una fossa comune nel mediterraneo” :
    … Chiamare le cose col loro nome e dare nome ai responsabili a volte si deve!!! Anche se lo so che la possibilità che questo serva a qualcosa è più che remota …
    Anche se lo so che c’è chi ha paura e crede che sia meglio rimandare indietro questa gente (e magari meglio se muoiono così non arrivano da noi i terroristi che sicuramente sono il in mezzo) ..
    Come se il terrore non fosse innanzitutto figlio della disperazione e dell’ignoranza da una parte e della mancanza di umanità dall’altra ..
    Come se fosse davvero possibile fermare mani assassine diventando noi stessi in qualche modo assassini quando accettiamo e facciamo nostre le politiche cieche e manipolatorie della nostra “bella europa” che causano queste tragedie..
    Come se, erigendo un muro qui non si potessero scavare tunnel la, o che chiudendogli in faccia la porta non ce li ritrovassimo ad entrare dalla finestra ..
    Illusi e disperatamente inermi siamo se crediamo ai “come se”… Foss’anche per il solo desiderio di non soffrire …

    Grazie di questa tua analisi lucida e piena di sentimento senza buonismo, radicata nella realtà e nell’umanità vera.

    Buona vita

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  2. Un pensiero per i migranti, di oggi e di ieri, e non solo, da e per terre vicine e lontane

    LIBERTÀ

    LIBERTÀ
    PAROLA SOGNATA
    PAROLA ABUSATA
    PAROLA DA TROPPI PERDUTA

    LIBERTÀ
    DI UN VOLO NEL CIELO
    DI UN PASSO SUL SUOLO STRANIERO
    PER MARI E PER MONTI AGOGNATO

    ALL’ORIZZONTE INTRAVISTO

    E IN UN ATTIMO
    PER SEMPRE DISPERSO

    E DA QUEL MARE

    SOMMERSO

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