Si può ancora scommettere a 94 anni? Si può, come se ci fosse ancora il tempo lungo del futuro. Che, in effetti, c’è se si pensa in termini collettivi, non più o non solo individuali. Si può ancora scommettere, se si ha la lucidità di Edgar Morin.
Si può ancora scommettere su parole che verrebbero immediatamente tacciate come ingenue e solo ideali. Amore e fratellanza. Io scommetto su amore e fratellanza, ha detto Edgar Morin, in un mix di italiano con influenze spagnole e francese. Senza traduzione.
La scommessa di Edgar Morin è, né più né meno, una scommessa sulla Storia. Morin in fondo dice: io ho compreso la Storia, e mi faccio trasportare senza paura. La Storia parla dell’ennesima grande ondata migratoria nei millenni dell’esistenza dell’essere umano e dei popoli. La Storia parla anche di quello che Francesco, il papa, continua a dire: saranno i poveri a fare la Storia, ora, non solo in quanto vittime di un senso crudele dello sviluppo, ma in quanto portatori di cambiamento.
Così, a 94 anni, Morin esprime ancora una volta una razionale e lucidissima analisi che difetta a molti, oggi. Lo ha fatto assieme a un intellettuale che molti direbbero, a prima vista, essere molto diverso da lui: Tariq Ramadan. Morin e Ramadan, l’ateo e il credente, l’europeo e il nuovo europeo, il maestro e l’allievo, ragionavano assieme, consonanti. Voces clamantes, per alcuni. Di fronte a loro però, a piazza Castello a Mantova, in uno degli incontri più intensi e belli del Festivaletteratura 2015, c’erano – e in molte consonanti – oltre mille persone che ascoltavano e spesso annuivano. Oltre mille persone che si sono mosse e hanno pagato per ascoltare due tra i più rilevanti pensatori europei. Uno dei pensatori del Novecento, assieme una delle voci musulmane più importanti degli ultimi decenni, nonostante i detrattori di Ramadan.
Amore e fratellanza in risposta all’orrore. I poveri nuovi protagonisti, o meglio, protagonisti in diverso modo, non solo vittime. L’Europa all’ennesimo bivio: se essere con la Storia o esserne travolta. Migranti, rifugiati, fuggitivi: coloro che stanno salvando il nostro onore e la nostra etica e la nostra politica. I fiumi carsici che percorrono Festivaletteratura 2015 sono questi, e sono al passo con la direzione della Storia. Ad ascoltarli, ancora una volta, l’Italia migliore. Che esiste.