Pubblico una proposta di Lucia Sorbera e mia alla Fondazione che guida e organizza il Salone del Libro di Torino. E’ una proposta che fa seguito alla decisione di non avere l’Arabia Saudita come paese ospite dell’edizione 2016. L’adesione è libera. Abbiamo sinora superato la quota psicologica delle centocinquanta firme, tutte molto belle. Per aderire potete inviare una email al seguente indirizzo: arabialsalone@gmail.com (pc)
Abbiamo accolto con sollievo la notizia che il Salone del Libro di Torino non vedrà come paese ospite dell’edizione 2016 l’Arabia Saudita. Una decisione veicolata attraverso la stampa italiana, e che sarà resa formale nella riunione del consiglio di amministrazione della Fondazione in agenda per il 6 ottobre prossimo.
Come studiose della lingua, letteratura, storia e politica dei Paesi arabi sosteniamo la decisione del Salone del Libro, che chiude un episodio increscioso nella storia della più importante fiera editoriale d’Italia.
Non siamo contro la popolazione saudita e/o residente in Arabia Saudita, che riteniamo la prima vittima di un regime, stigmatizzato per le patenti e crudeli violazioni dei diritti umani da parte tutte le associazioni internazionali per la difesa dei diritti umani. Sin dal maggio scorso, al contrario, abbiamo subito pensato che a pagare il prezzo della scelta del Salone del Libro sarebbero stati proprio gli scrittori sauditi, e assieme a loro quelli arabi.
La censura in vigore in Arabia Saudita ha fatto sì, infatti, che molti scrittori nazionali siano stati pubblicati all’estero, nelle altre capitali della regione araba o in Europa o negli Stati Uniti. La politica perseguita da Ryadh, inoltre, ha influito pesantemente sulla repressione dell’ondata rivoluzionaria del 2011, definita dagli intellettuali locali come il secondo Risveglio Arabo.
Felici della decisione del Salone del Libro, ci permettiamo dunque di suggerire ai responsabili della fiera di proseguire con coerenza sulla linea perseguita in questi ultimi giorni.
Perché non invitare come paese-ospite la Letteratura Araba? Non un paese, ma una patria. L’unica patria degli scrittori arabi, insomma, che non è piegata alle censure del regime di turno, e alle pressioni politiche e securitarie più o meno forti contro i singoli artisti.
In un tempo così difficile e duro, in cui i paesi arabi arrivano sui teleschermi e nei giornali solo per le crisi, le guerre, le nefandezze, e la loro umanità dolente, il Salone del Libro si porrebbe in questo modo all’avanguardia nella cultura europea. Di fronte all’orrore e agli stereotipi, si può rispondere solo con la conoscenza e l’accoglienza.
Lucia Sorbera e Paola Caridi
Ecco le prime adesioni
Gennaro Gervasio, British University in Egypt
Mariaelena Paniconi, Università di Macerata
Enrico De Angelis, Free Press Unlimited
Andrea Teti, University of Aberdeen
Chiara Comito,
Teresa Pepe, Oslo University
Ada Barbaro, Università di Roma, La Sapienza
Nabil ben Salameh, Radiodervish,
Michele Lobaccaro, Radiodervish
Francesco Mazzucotelli, Università di Pavia
Gabriella Grasso, giornalista
Giuliana Terzi, Università di Firenze
Giacomo Longhi, Iranista e Traduttore
Giorgia Ferrari,
Elisa Giunchi, Università di Milano
Patrizia Zanelli, Università di Venezia Ca’ Foscari
Paola Vallerga, Traduttrice Editoriale
Caterina Pinto,
Luisa Doplicher, traduttrice
Francesco Saverio Leopardi, The University of Edinburgh
Paola Rivetti, Dublin City University
Daniele Petruccioli, Traduttore Editoriale
Serena Tolino, Universität Zürich
Massimo Parizzi,
Francesco Polesello, Lebanese American University
Silvia Moresi, Arabista
Olga Solombrino, Università L’Orientale
Giovanni Ferrara degli Uberti,
Filippo Landi, giornalista
Giuliana Dini,
Cecilia Dalla Negra, Osservatorio Iraq
Francesca Biancani, Università di Bologna
Sara Borrillo, Universita’ L’Orientale
Nicola Perugini, Brown University
Massimo Loche, giornalista
Eros Baldissera, Università di Venezia, Ca’ Foscari
Emanuela Trevisan Semi, Università di Venezia, Ca’ Foscari
Giulia Daniele, University of East London
Giovanna Zunica,
Cristina Dozio, Università di Venezia, Ca’ Foscari
Francesco Correale, CNRS-Université François Rabelais, Tours
Giovanni Piazzese, Giornalista Free Lance
Giulia Maltese,
Greta Sacchi,
Giuseppe Acconcia, Il Manifesto e Università di Pavia
Matteo Garnero,
Marina Calculli, American University of Beirut
Elena Chiti, Università di Oslo
Dario Miccoli, Università di Venezia, Ca’ Foscari
Alessia Melcangi, Università di Catania
Alba Rosa Suriano, Università di Catania
Marina Carboni,
Cinzia Dal Maso, giornalista
Patrizia Manduchi, Univerità di Cagliari
Donatella Bisutti, poetessa, operatrice culturale
Simone Sibilio, Università di Venezia, Ca’ Foscari
Donatella Della Ratta, Universita di Copenhagen
Federico Cresti, Università di Catania
Camille Eid, Università Cattolica di Milano e Associazione Araba Fenice
Roberta Mazzanti
Maria Rosaria Greco, responsabile rassegna Femminile Palestinese
Martina Censi, Université de Liège
Gianni Vaggi Università degli Studi di Pavia
Clara Capelli, Università degli Studi di Pavia
Giorgio Musso, Università di Genova
Ramona Ciucani, traduttrice letteraria
Serena Brigidi, Universitat Rovira I Virgili, Terragona, Spain
Lea Nocera, Università L’Orientale di Napoli
Clara Di Dio, coordinatrice Egitto per Médecins du Monde
Islam Fawzi, italianista e traduttore
Monica Luisa
Samantha Di Laura, manager del Terzo tipo
Gisella Engele
Aldo Nicosia, università di Bari
Viviana Sebastio, traduttrice
Sergio Staino, disegnatore
Nicola Minasi
Angelo Miotto, direttore QCode
Christian Elia, condirettore QCode
Leila El Houssi, università di Padova e Centre de la Méditerranée Moderne et contemporaine (CMMC)- Université de Nice-Sophia Antopolis
Andrea Amato, presidente Istituto per il Mediterraneo
Alessandra Ravizza, autrice e cantante dei Rebis
Giuseppe Cassini, ambasciatore
Marco Marin, Western Sydney University
Tiziana Carlino, assistente al programma Geo
Ugo Magno, Editore Mesogea, SabirFest
Francesca Calloni, insegnante di Danza Orientale e arabista
Katia Misciagna
Lisa Marchi, università di Trento
Roberta Italia
Nathalie Licciardello
Giuseppe Maimone, CoSMICA, università di Catania
Roberta Adesso, arabista, manager Africa e Medio Oriente
Ascanio Celestini, attore, autore
Igiaba Scego, scrittrice, associazione Incontri di Civiltà
Roberto Alajmo, scrittore
Gian Giacomo Migone
Federica Pistono, arabista e traduttrice letteraria
Shady Hamadi, scrittore
Massimiliano Toti
Barbara Benini, arabista, traduttrice letteraria
Marco Lauri, università di Macerata
Anna Maria Gentili, università di Bologna
Oreste Sabadin, lettore, artista, musicista
Alessandra Marchi, GramsciLab, università di Cagliari
Annamaria Cervai, cooperante in Palestina,
Giada Frana, giornalista
Elisa Ferrero, arabista e traduttrice
Erica Consoli, Universitat de Barcelona
Lucia Missaggia
Felicetta Ferraro, iranista, associazione Ponte33
Savina Zanardo
Laura Silvia Battaglia, giornalista
Massimo Alone, operatore umanitario e ricercatore indipendente sul Medio Oriente
Carla Peirolero, attrice, Festival e compagnia Suq Genova
Alessandro Pipino, Radiodervish
Amara Lakhous, scrittore italo-algerino
Sumaya Abdel Qader, sociologa, studiosa
Isabelle Chabot, storica, presidente della Società Italiana delle Storiche
Wael Farouq, università Cattolica di Milano
Rassmea Salah, mediatrice culturale e islamologa
Luna Guaschino, esperta in comunicazione
Antonello Sacchetti, iranista
Barbara Bonomi Romagnoli, giornalista
Marthia Carrozzo, poetessa
Eda Marina Lucchesi
Laura Cappon, giornalista, redattrice Caterpillar RaiRadio2
Carmine Cartolano, scrittore, arabista
Margherita Picchi, dottoranda di ricerca, università l’Orientale
Stefania Giusti, Fao
Gad Lerner
Giulia Garofalo Geymonat, università di Lund
Adriana Argentini
Vanessa Roghi
Laura Gaffuri, università di Torino
Monica Di Barbora
Barbara Spadaro, university of Bristol
Stefano Allievi, università di Padova
Beatrice Zucca Micheletto, université de Rouen
Anna Vanzan, università di Milano
Maria Rosaria Stabili, università Roma Tre
Alessandra Donato
Massimo Carlotto, scrittore
Ciro Colonna
Anna Manca, cooperatrice
Rosanna De Longis
Alessia De Luca Tupputi, giornalista Misna
Claudio Rapetti
Daniela Melfa, università di Catania
Alberto Tonini, università di Firenze
Massimo Campanini, università di Trento
Anita Bressan, university of Western Australia
Concetta Cirigliano Perna, docente e autrice di libri
Francesca Maria Marinaro
Mirella Cassarino, università di Catania
Irene Panozzo, funzionaria EU in South Sudan
Arturo Marzano, università di Pisa
Moni Ovadia
Paolo Fresu, musicista
Mario Boccia, fotografo e giornalista
Brunella Fusco, Fondazione Campania dei Festival
Annalisa Di Pietro, educatrice
Claudia Ruta, Unicef
Elisabetta Oliani
Alessandra Meloni, lettrice
Palmina Panozzo
Paolo Branca, università Cattolica di Milano
Pino Bruno, giornalista
Marianna Bianchetti, cooperante culturale
Monica Giansanti, insegnante
Marco Asunis, Federazione Italiana dei Circoli del Cinema – FICC
Jolanda Guardì, universitet Virgili Tarragona
Serena Altamura
Bruno Soriato, attore
Urs Voegeli, bibliotecario, Lugano
Lorella Zanardo, scrittrice, formatrice
Brunella Casalini
Elena Fontana, translation/language trainer
Irene Chias, scrittrice
Paola Bertolotti
Miriam Corgiat Mecio
Enzo Pace, università di Padova
Maria Pia Capozzi
Giulia Calì Quaglia
Margherita Rulfi
Guido Turra
Fernanda Littardi
Robin Ostle, St. John’s College, University of Oxford
Il Salone del libro ospitando le letterature e le letture arabe darebbe un segno di accoglienza in questo momento fondamentale!
Sarebbe una scelta molto bella e giusta. Le letterature, gli scrittori, i lettori, le culture arabe al posto delle delegazioni ufficiali dell’Arabia Saudita. Sarebbe addirittura un’idea da prendere a modello per altre realtà linguistiche e culturali.
Sarebbe una scelta anche sensata, se posso permettermi. L’unica maniera di convivere bene è secondo me conoscersi meglio. E ci conosciamo ancora troppo poco, intendo come realtà linguistiche e culturali diverse.
Non esistono solo gli Stati, cioè le istituzioni. Invitare a Torino un gruppo rappresentativo di scrittori arabi e’ una splendida alternativa alla cancellazione dell’invito all’Arabia Saudita. Sarebbe inoltre una certissima e bella sorpresa per i lettori e gli editori italiani.
Dare la possibilita’ a scrittori indipendenti di raccontarci un mondo spesso mal rappresentato dai media, sarebbe un’ opportunita’ di crescita e di liberta’.
Ben venga questo incontro con la letteratura araba moderna , a sgombrare il campo da tanti stereotipi, aprire i nostri occhi semiaddormentati su tante sofferenze, accogliere – idealmente-
in un abbraccio tanti profughi – gente di pace-, resi tali da guerre di conquista.
Arabista e traduttrice letteraria
condivido
Aderisce all’appello?
Condivido
Condivido l’appello ad invitare la Letteratura Araba al Salone del Libro.
Condivido l’appello perché pone al centro dell’attenzione il reciproco riconoscimento dei Popoli.
Aderisco all’iniziativa, partita da Lucia Sorbera e Paola Caridi di invitare, come paese-ospite al Salone del Libro di Torino edizione 2016, la Letteratura Araba in sostituzione dell’Arabia Saudita.
Invitate please