Salvare Ashraf Fayadh

ashraf fayadh

#FreeAshrafFayadh

Oggi è una giornata speciale, non solo per Ashraf Fayadh. Oggi è una giornata speciale, diversa da quelle alle quali abbiamo assistito in queste ultime settimane. Così piene di dolore, lutti, sangue, terrore, stereotipi, falsità, luoghi comuni, razzismo. Oggi è una giornata dedicata a una persona, a un uomo, a un poeta: un atto pieno e convinto di solidarietà, e un gesto in difesa dei diritti. Diritto alla vita per Ashraf Fayadh, poeta di origine palestinese, condannato a morte dall’Arabia Saudita, paese di cui siamo colpevolmente alleati nonostante le pervicaci violazioni dei diritti umani e civili da parte del regime degli Ibn Saud. Diritto alla libertà per Ashraf Fayadh, da due anni in carcere. Diritto alla libertà di espressione per Ashraf Fayadh, e assieme a lui per tutti gli scrittori e i poeti arabi che subiscono censura.

Come in un flipper, dal web alle librerie, dai blog ai caffè, le poesie di Ashraf Fayadh verranno postate, lette, recitate ad alta voce. Un atto di pressione civile, in rete, per dimostrare che si può agire. Che si deve agire. Pena la corresponsabilità nei destini di un poeta, di una persona, di un’idea del vivere assieme e in libertà.

Le poesie di Ashraf Fayadh sono state tradotte dall’arabo in italiano da Alessandro Buontempo, Jolanda Guardi, Silvia Moresi, Aldo Nicosia, Caterina Pinto e Simone Sibilio

Ashraf Fayadh_Le istruzioni sono all’interno

  • Il caso

Ashraf Fayadh, poeta, curatore e artista di origine palestinese, nato e residente in Arabia Saudita, è detenuto da oltre due anni nel carcere di Abha, in Arabia Saudita. Fayadh, che fa parte del collettivo di artisti di Edge of Arabia e che nel 2013 è stato tra i curatori della mostra Rhizoma alla Biennale di Venezia, nel 2014 è stato arrestato nella città di Abha dalla polizia religiosa saudita con l’accusa di apostasia e di diffusione dell’ateismo con la sua raccolta poetica Le istruzioni sono all’interno (Dar al-Farabi, Beirut, 2007). A novembre del 2015 il poeta è stato condannato a morte per decapitazione da un tribunale saudita. Fayadh, che nei due anni di detenzione non ha mai potuto consultare un legale, ha sempre respinto tutte le accuse. Nel mese di dicembre, dopo il verdetto di condanna a morte, ha presentato appello sostenendo che le accuse fossero viziate da falsità e che non fossero supportate da prove. Ha anche affermato di essere un credente musulmano, respingendo così le accuse di aver rinunciato alla fede nell’Islam.

Nel corso del 2015 molte sono state le iniziative internazionali per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul caso di Ashraf Fayadh e chiedere alle autorità saudite il suo rilascio. Nel dicembre 2015, il Festival Internazionale di Letteratura di Berlino ha lanciato un appello a individui, associazioni e organizzazioni a mobilitarsi per il 14 gennaio, data in cui in tutto il mondo si svolgeranno reading poetici e incontri a sostegno di Ashraf e della libertà di espressione.

In Italia i reading si svolgeranno a Roma, Milano, Napoli, La Spezia, Bologna, Pescara, Bari, Sassari, Ravenna e Villacidro (VS). Le iniziative italiane hanno ricevuto l’adesione e il sostegno di Amnesty International Italia.

Ecco il link alla campagna di Amnesty per salvare Ashraf.

1 commento su “Salvare Ashraf Fayadh”

  1. Sono sgomento, umiliato, profondamente offeso come persona umana, vilipeso dagli atti così orribilmente incivile di un regime barbaro come quello dei regnanti dell’Arabia Saudita!

    Chiedo che il nostro governo alzi la sua voce, non si faccia irretire dagli affari con un regime fuori da ogni regola civile che liberamente le nazioni del mondo si sono date, per tutti.

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