..che poi per me (e per un buon pezzo della mia generazione) il calcio è finito nello stadio di Heysel. Da quel momento, l’incantesimo si è rotto, l’età dell’innocenza è finita e siamo diventati grandi.
Totti, però, è un’altra storia. O meglio, lo è diventata con gli anni, con l’assommarsi degli anni, uno sopra all’altro. Anni sempre più pesanti sulle spalle di un ragazzo romano che ha incarnato molte cose. Una certa Roma, anzitutto. Quella che fu, la Roma di provenienza, e la Roma difficile di oggi. Francesco Totti ce l’ha ricordata con il suo dialetto, la cadenza, i modi di dire: veri, soprattutto popolari senza ostentazione.
Cosa avrebbe dovuto significare Totti per me, che dalla mia Roma me ne sono andata via presto, che il mio rapporto col calcio si è concluso seccamente allo Heysel, che poi mio padre (immigrato) era laziale? Un campione, certo. Un figlio di Roma, per quella bella dose di ironia che sono i veri romani hanno. L’ottavo re di Roma, una delle poche icone rimaste in una città slabbrata.
Poi è la vita a decidere per noi. E mio figlio è nato il 27 settembre. Non sapevo fosse anche il compleanno di Totti. L’ho scoperto anni dopo, quando vivevo a Gerusalemme. Lo ha scoperto, anzi, mio figlio che porta lo stesso nome, Francesco. Nome dettato da un santo e da un papà. Coincidenza nella coincidenza. Data di nascita e nome di battesimo. E a complicare le cose, la vita a Gerusalemme. ‘Come si chiama tuo figlio?’, mi hanno chiesto più di una volta a Gerusalemme. ‘Francesco!’, rispondevo prontamente con tanto di punto esclamativo. Ero sicura che chi mi aveva posto la domanda avrebbe apprezzato la scelta di un nome così legato alla storia della città e alla presenza dei francescani.
Non bisogna, però, ma prendersi troppo sul serio. E l’ho capito quando, invece, i miei interlocutori, israeliani o palestinesi, si aprivano in un gran sorriso. ‘Francescooo? Totti!’
altro che San Francesco!
Suo malgrado, er Capitano ci ha aggiunto riferimenti culturali.
E un po’ ha commosso pure me, nel suo addio così vero a un pezzo fondamentale della sua vita, e della vita della sua città.
