Europa che mi guardi

“Europa Europa  che mi guardi
scendere inerme e assorto in un mio
esile mito tra le schiere dei bruti,
sono un tuo figlio in fuga che non sa
nemico se non la propria tristezza
o qualche rediviva tenerezza
di laghi di fronde dietro i passi
perduti, sono vestito di polvere e sole,
vado a dannarmi e insabbiarmi per anni.”

Vittorio Sereni, Italiano in Grecia, scritto al Pireo nell’agosto 1942, pubblicato nella raccolta Diario d’Algeria, Milano, Mondadori, 1965

(c’è necessità di riflettere su questo tempo che è arrivato così in fretta. E rileggere Vittorio Sereni fa bene. evita di ragionare solo in termini di rimessa, di reazione di fronte alla valanga di parole e di atti che ci stanno travolgendo)

La foto è da un tweet di MSF sulla situazione difficilissima a Bihac, in Bosnia, dove nel giro di pochi mesi sono arrivate almeno settemila persone costrette a lasciare casa e famiglia

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