Viene da pensare che sul mare antistante Lampedusa si sia sfiorata una crisi diplomatica tra Spagna e Italia. Una crisi tra due Stati aderenti all’Unione Europea, due paesi della sponda nord il cui peso specifico nel Mediterraneo delle migrazioni non ha eguali.
È stata una crisi europea, e internazionale, sfiorata, all’ombra di una confusa crisi interna italiana che ha monopolizzata tutta l’informazione italiana.
I fatti. Nel diciannovesimo giorno di quello che Oscar Camps ha definito il “sequestro” dei migranti salvati dalla nave Open Arms, i protagonisti diventano Italia e Spagna. Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli attacca Open Arms per non aver accettato di far trasbordare sulle navi della Guardia Costiera i migranti per portarli in un porto spagnolo (alle Baleari). Il governo spagnolo, dopo aver offerto i porti, rilancia immediatamente rigettando nei fatti l’offerta di Toninelli e decidendo a sua volta di far partire una nave militare per andare incontro a Open Arms. Toninelli ha tentato di coprire lo stridore causato dalla decisione del premier spagnolo Pedro Sanchez, dicendosi soddisfatto che Madrid avesse accolto il suo invito. Dichiarazione fermamente smentita perché la decisione è tutta spagnola.
Nel pieno dell’apertura della crisi del governo presieduto da Giuseppe Conte, il caso Italia-Spagna sembra un dettaglio. Non lo è. E’ la dimostrazione di quanto il governo italiano abbia perso peso e autorevolezza nel Mediterraneo. Non perché anche altri Stati europei che si affacciano sul “mare bianco di mezzo” non debbano farsi perdonare – da molti anni – una politica migratoria miope, se non vergognosa. Dalla gestione di Ceuta e Melilla, da parte spagnola, alle azioni imperdonabili contro i migranti compiute dalle autorità francesi da Ventimiglia sino al versante alpino.
Ciò che il governo Conte, e nello specifico il ministro dell’Interno Salvini, ha fatto nei confronti dei migranti, nel totale disrispetto delle convenzioni internazionali e della legge del mare, ha reso ancor più debole lo Stato, lo Stato italiano nelle relazioni con i nostri alleati europei. Non era mai successo che per risolvere una pagina vergognosa come quella di una nave pieno di migranti appena salvati dall’inferno, lasciata per 19 giorni in mezzo al mare, dovessero entrare in gioco i militari. La nostra Guardia Costiera e il ministero della difesa spagnolo. Un episodio che la dice lunga dello stato in cui versa la politica italiana, uno stato che incide anche sulla nostra diplomazia.
A salvarci è stata, ancora una volta, la magistratura italiana. Luigi Patronaggio – sì, ancora una volta lui, il pm di Agrigento – ha tagliato il nodo gordiano, disponendo il sequestro preventivo della Open Arms, che domani sarà portata a Licata. Il sequestro della nave è dovuto all’apertura di un fascicolo a carico di ignoti per “omissione e rifiuto di atti d’ufficio”. I migranti potranno finalmente toccare terra.
