Può apparire surreale parlare di un testo teatrale che dovrebbe andare in scena tra pochi giorni, nel tempo della pandemia che ha chiuso i luoghi dello spettacolo. Lo è, nei fatti, surreale. Come surreale è questo eterno presente.
È però necessario forzare l’immobilità imposta per cause di forza maggiore. E che cause! Una pandemia che dovevamo attenderci e alla quale non abbiamo opposto la resistenza della visionarietà e dell’analisi dei fatti e delle circostanze. Occorre darci un ritmo, deviare il fiume dell’eterno presente con le chiuse, gli ostacoli, le anse che il tempo, individuale e storico, richiede.
E così, per obbedire all’imperativo del navigare il tempo senza lasciarsi travolgere dal “senza futuro”, mi inserisco nella serie che Enrico Fiore, sul Corriere del Mezzogiorno, ha titolato “Il teatro che aspettiamo”. Enrico Fiore ha dedicato la prima puntata a “Hospes, -itis”, il testo drammaturgico di Fabio Pisano che verrà messo in scena con la regia di Davide Iodice al Teatro San Ferdinando, con una produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e Sardegna Teatro. Verrà messo in scena, ma non nei giorni previsti dal cartellone, dal 18 febbraio, perché occorre seguire le regole.
Al testo di Fabio Pisano sono legata dai casi (felici) della vita, che offre incontri e relazioni che non erano messi in conto. Ho conosciuto Fabio Pisano a Sciacca, durante il concorso per corti teatrali “S…corticando” edizione 2013. Ero in giuria. Dirigevo allora il piccolo Teatro L’Idea di Sambuca di Sicilia, che avevo fatto emergere con fatica dalle secche della noncuranza e della mancanza di una visione culturale.
L’edizione 2013 del premio fu vinta proprio da Pisano con il suo “(S)confessioni”. La casualità di questo incontro non è un dettaglio: un giovane drammaturgo napoletano gira l’Italia (e arriva nella Sicilia meno frequentata da turismo e cultura) con un testo forte, compiutamente teatrale e allo stesso tempo figlio del suo tempo e della sua generazione, con un ritmo ascendente che non può non far riferimento a un certo tipo di cinema statunitense. “(S)confessioni” mi aveva colpito molto, anche per la splendida recitazione di Edoardo Sorgente e Ciro Giordano Zangaro.
Da allora, con Fabio abbiamo intessuto conversazioni online che durano da otto anni. Conversazioni tra persone di età, esperienze professionali, vita, e retroterra culturali molto differenti. Conversazioni a distanza, ben prima della pandemia.
In questi anni, Fabio Pisano ha ottenuto i riconoscimenti che merita. È stato nella rosa dei finalisti del Premio Giovanni Testori edizione 2018. Ha vinto, proprio con Hospes, -itis, il Premio Hystrio Scritture di Scena 2019.
E’ un autore estremamente curioso, Fabio Pisano. Ama […]
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