Le parole della sorella di Alaa, Mona Seif, fanno venire i brividi.
“Penso seriamente che vogliano che muoia in prigione. Non gliene importa nulla, e non sono neanche preoccupati delle conseguenze. Sono solo arrabbiati perché, nonostante lo stiano lentamente uccidendo, Alaa sta mostrando di poter agire sul suo corpo e sulla sua voce, mentre nel contempo mantiene una mente libera e lucida”.
Dobbiamo assistere alla lenta consunzione di Alaa, come abbiamo fatto per altri prigionieri che hanno scelto di avere il controllo sul proprio corpo, di privarsi del cibo per mostrare la crudeltà profonda in cui sono costretti a vivere? Dobbiamo stare a guardare mentre non solo i governi, ma anche molta informazione è in silenzio?
Ecco la lista delle persone che hanno deciso di digiunare per Alaa l’8 giugno, un gruppo di 14 persone.
Grazia Di Cerbo
Gabriele Moroni
Tarek Mokhtar
Costanza Pasquali Lasagni
Heba Hoba
Donatella Nicolini
La Fondazione Amnesty International Italia aderisce all’iniziativa, con la presidente Francesca Russo,
assieme ai membri del CdA
Giuliano Bertotti
Marta Benini
Andrea Grieco
Amnesty International Perugia partecipa con quattro attivisti
Alessandro Lucibello – vice responsabile Amnesty International Umbria
Rita Martone
Andrea Balint
Luca Corrado