A mezzanotte è cominciato un giorno di sciopero della fame con Alaa, prigioniero di coscienza da quasi 9 anni in carcere, al giorno 72 di rifiuto del cibo per chiedere il rispetto dei suoi diritti di persona, di cittadino egiziano e di cittadino britannico. Un giorno di sciopero della fame con Alaa che è transnazionale, coinvolge famiglia, amici, semplici cittadini, non ha limiti nei confini nazionali. Se i governi non riescono a esercitare il loro dovere di legare le relazioni internazionali al rispetto dei diritti umani, allora sta alla società civile esercitare pressioni. Lo si può fare con un gesto forte come lo sciopero della fame, forte proprio nella sua estrema fragilità come il rifiuto del cibo per il digiuno solidale.
In Italia la staffetta del digiuno solidale per Alaa è iniziata il 28 maggio e continua, grazie alla partecipazione – nel corso di due settimane – di oltre cento persone. Per sostenere la campagna per la liberazione di Alaa, alcuni di noi hanno deciso di fare un altro giorno di digiuno solidale. Comincio io oggi 12 giugno.
E oggi digiunano
Isabella Balena – fotografa documentarista, da trent’anni lavora in zone di crisi e su questioni sociali.
Flora Cappelluti
Giovanna Cavallo – Attivista per i diritti umani e coordinatrice del forum nazionale per cambiare l’ordine delle cose
Marcus Risso – bibliotecario