Alaa Abd-el Fattah continua il suo sciopero della fame, ormai da 75 giorni. Sono due mesi e mezzo, due mesi e mezzo durante i quali la voce del suo digiuno per vedere riconosciuti diritti e libertà è resa silenziosa dalle autorità egiziane. Nessuno deve sapere, le notizie devono arrivare attutite, ovattate. Quella voce, altrimenti, sarebbe uno scandalo.
Questa rabbia verso il silenzio che circonda carcere e prigionieri è anche nella voce di Alaa, ascoltata dalla sua famiglia nell’ultima, come sempre breve visita concessa. Le parole di Mona Seif, sua sorella, nell’ultimo status di questa notte, sono chiare.
“Ci ho provato per giorni. Non sono ancora sicura di come si possa elaborare la voce di Alaa che mi urla, piena di frustrazione e furia “Devi andare oltre l’idea che mi salverai, io qui ci morirò, ti devi concentrare su come fare in modo che la mia morte abbia un prezzo politico più alto possibile”.”
Ecco chi digiuna oggi 15 giugno assieme a Maria Chiara Rioli, che ha scelto di dedicare un secondo giorno di digiuno in solidarietà verso Alaa. Sono
Grazia Parolari, e
Marco Lauri – docente a contratto di letteratura araba, università di Macerata e di Urbino.