Da 89 giorni Alaa è in sciopero della fame. Mona da 18. Chi digiuna in Italia per Alaa

89 giorni.

89 giorni di sciopero della fame. Alaa è alla vigilia dei tre mesi di privazione volontaria del cibo per ottenere diritti e libertà. Un peso che anche per me, riprendendo le parole di Marina Petrillo che ha appena concluso il suo giorno di digiuno solidale, è insopportabile. Insopportabile pensare che Alaa Abd-el Fattah sia al terzo mese del suo sciopero della fame in un silenzio quasi completo, rotto solo da chi – la società civile – non riesce a non fare qualcosa.

La confortante notizia, ieri, è la risposta di alcuni politici del parlamento europeo alla presenza a Bruxelles di Sana Seif, la sorella di Alaa, che continua incessantemente a fare azione di lobby per far uscire suo fratello dal carcere. Ieri ha incontrato, tra gli altri, Pierfrancesco Majorino.

Il tempo è veramente poco, e non sembra possibile che siano passati praticamente 3 mesi. Il digiuno solidale in Italia prosegue dal 28 maggio, e in questi giorni – assieme a Riccardo Noury – ci siamo chiesti cosa fare, come continuare. Ci siamo anche chiesti: che senso e che peso ha continuare? In quei (rari) momenti è sempre successo qualcosa che ha spinto in second’ordine quella domanda. Una email, il messaggio di una persona che voleva aderire al digiuno solidale a staffetta di 24 ciascuno per Alaa, oppure un post su quello che sta succedendo attorno ad Alaa. Tutti piccoli segni, gesti che dicono: non è possibile lasciarlo solo.

Oggi, 29 giugno, digiuna Francesca Baccani in solidarietà verso Alaa. Grazie!

Chi vuole aderire, e ora ce n’è proprio bisogno, mandi una email a info@www.invisiblearabs.com, indicando anche il giorno scelto per il digiuno.

 

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