Domani digiuna di nuovo Alessandra Icardi, perché – scrive – “la lotta costruisca diritti”. Alessandra è una delle oltre 130 persone che in questo mese (dal 28 maggio) si sono alternate in un digiuno a staffetta di 24 ore in solidarietà con Alaa. Mi ha semplicemente scritto una email, indirizzata a info@www.invisiblearabs.com, e chiesto come fare a partecipare. Le ho dato delle informazioni, ha partecipato una prima volta, poi una seconda volta, e poi oggi.
Com’è possibile che l’Egitto ospiti il COP27 senza aver prima ottemperato ai suoi obblighi riguardo alle convenzioni internazionali che ha sottoscritto? La questione climatica e ambientale non è cosa diversa, distante dai diritti. Se i diritti umani e civili non sono garantiti, tantomeno lo sono quelli ambientali. Si chiama, in questo caso, “greenwashing”. Ripulirsi la coscienza dandosi un tono di verde.
Mona Seif, che è da tre settimane in sciopero della fame per sostenere la lotta di suo fratello per la sua libertà e i suoi diritti, ha protestato ieri di fronte all’ambasciata egiziana nel Regno Unito, in vista dell’arrivo del ministro degli esteri Sameh Shoukri a Londra, proprio per il passaggio di consegne tra chi ha ospitato e chi ospiterà la conferenza sull’ambiente.