Alaa Abd-el Fattah è al giorno 103 di sciopero della fame. E non trovo nessuna novità nei post della sua famiglia.
Il conforto, dunque, non arriva né dal Cairo né da Londra, in piena crisi di governo. Arriva da una coppia che ha scritto pochi giorni fa a info@www.invisiblearabs.com per aderire al digiuno solidale di 24 ore per sostenere la battaglia solitaria e silenziosa di Alaa per i suoi diritti.
“Buongiorno, siamo Elio e Clementina, marito e moglie, anche noi vorremmo aderire a questo importante momento di partecipazione per far sentire la voce di chi sta protestando con il proprio corpo rischiando la vita per i diritti inviolabili negati”.
Oggi per Alaa digiunano Elio Bottegal e Clementina Forlin di Lamon, in provincia di Belluno. Grazie!
Lascio infine la parola a Vàclav Havel, anche lui ospite delle patrie galere (cecoslovacche) e poi presidente del suo stesso Paese (ha lasciato il suo corpo terreno troppo presto, 11 anni fa). La sua descrizione del “dissidente” – scritta 44 anni fa in un testo epico per la sua importanza – mi sembra di un’attualità sconcertante.
“Dissidents do not consider themselves renegades for the simple reason that they are not primarily denying or rejecting anything. On the contrary, they have tried to affirm their own human identity, and if they reject anything at all, then it is merely what was false and alienating in their lives, that aspect of living within a lie”.
Václav Havel, The Power of the Powerless (October 1978)
#FreeAlaa #FreeThemAll