109 giorni: Alaa continua il suo sciopero della fame in cella

Sono ormai 109 i giorni in cui Alaa è in sciopero della fame. Si priva del cibo, come hanno scritto più volte, non perché non ami la vita. Al contrario, si priva del cibo per affermare un diritto (la libertà e la giustizia) e l’amore per la vita.

A Berlino, intanto, si sono svolte ieri tre manifestazioni in concomitanza con la presenza del presidente egiziano Abdelfattah al-Sisi e con gli incontri in programma nella capitale con le autorità tedesche. La questione degli approvvigionamenti di combustibile preme alle porte della Germania, forse più che di altri paesi europei…con buona pace dei diritti di chi cittadino europeo non è. Anche la sorella di Alaa, Sanaa Seif, era presente a Berlino per protestare, cioè per evitare che si stenda il tappeto rosso al presidente al-Sisi, visto quello che fa contro la stessa popolazione egiziana. Diritti della persona e delle associazioni vanno di pari passo con i diritti ambientali, e COP27, la conferenza sul clima che si svolgerà in Egitto a Sharm el-Sheilkh, è in agenda per il prossimo novembre. La corrente di aria caldissima di questi ultimi giorni, che tiene in una morsa l’intero continente europeo, non fa altro che confermare l’emergenza in cui siamo immersi e che si risolve solo dando una risposta comune e globale. Chi priva i suoi cittadini dei diritti umani e civili, chi tiene in carcere decine di migliaia di persone e priva altri di documenti costituzionalmente garantiti come il passaporto, come può salvaguardare i diritti dell’ambiente, delle piante, dei non-umani?

Sana Seif ieri a Berlino

Oggi in Italia digiuna Maria Chiara Rioli,  ricercatrice in Storia contemporanea presso l’Università di Modena Reggio Emilia. Si occupa di storia della Palestina e storia delle migrazioni mediterranee. E’ la quarta volta che digiuna: la persona che, nel corso di un mese e mezzo di digiuno solidale a staffetta per Alaa, si è privata più volte del cibo per 24 ore, per segnalare quello che sta succedendo in Egitto.

Chi vuole aderire al digiuno solidale di 24 ore a staffetta, scriva una email a info@www.invisiblearabs.com

Oggi è un giorno speciale, per la storia d’Italia. Trent’anni dalla strage di via D’Amelio a Palermo in cui furono massacrati in un attentato mafioso il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi e Claudio Traina. La democrazia significa tante cose: di certo significa giustizia per chi, servitore dello Stato di diritto e democratico, è stato ucciso nell’esercizio del suo dovere. Di certo, significa anche stabilire la verità fattuale, storica e giudiziaria. In questo giorno speciale, parlare di cittadini privati dei loro diritti in altri Paesi vuol dire esercitare ancora di più il proprio dovere: i diritti debbono essere difesi ovunque, se non si vuole che si indeboliscano anche in Italia.

 

 

 

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