Un gigante. Costretto in una cella

È stata la giornata degli abbracci tra i detenuti liberati ieri dalle carceri egiziane e le loro famiglie. Le foto dei sorrisi, degli abbracci, della riunione con i loro cari riempiono i social. Una gioia infinita. Tra loro, tra i detenuti liberati non c’è  Alaa, oggi al giorno 139 del suo sciopero della fame.

Ecco quello che ha scritto ieri la sorella Sana Seif, che due giorni fa ha potuto vedere (ma non abbracciare) il fratello.

“Ieri ho visto @Alaa per la prima volta da quando ha cominciato il suo sciopero della fame. Appariva debole, si sforzava di stare in piedi e si appoggiava al banco per sostenersi. I suoi occhi sembravano molto strani, annegati. Ero senza parole. È stato Alaa a dover cominciare la conversazione.

Mi ha detto cose carine, e poi: “cosa c’è che non va? Hai un aspetto orribile”. E io risposto: anche tu. Subito dopo, entrambi siamo scoppiati a ridere, e anche a piangere un po’. Avevamo rotto il ghiaccio. La visita è durata 20 minuti, tutta dietro un vetro divisorio a causa del quale sono a malapena riuscita a sentire la sua voce attraverso il gracchiare dell’interfono. Non ho potuto abbracciarlo.

Mi ero preparata un aggiornamento dettagliato riguardo agli sforzi per salvarlo, ma sembrava senza senso. Ho detto che ci stavamo provando con tutte le nostre forze. Ha detto “lo so, ma nulla passa attraverso questo vetro divisorio. Scusa”.  Non era triste, anzi, era contento che stessimo costruendo una lotta e orgoglioso di farne parte. Ma non nutriva speranze.

Si è tagliato barba e capelli e ha detto che da questo momento smetterà di assumere solidi. Prendeva un po’ di fibra (cetriolo o mela) una volta alla settimana per mantenere la motilità del sistema digerente. Ha spiegato che si è tagliato barba e capelli per dare un segno visivo nel caso le autorità mettessero in giro vecchie foto in cui appare in condizioni migliori.

Ci ha anche chiesto di non portargli più bibite dietetiche, miele o latte scremato. Conta sulle riserve che ha ancora, adesso, perché vuole essere preparato ad arrivare presto di nuovo a uno sciopero della fame a zero calorie. Alaa ha  vissuto per 138 giorni su 100 calorie al giorno”.

Oggi digiuna Marina Petrillo. Per Alaa.

Chi vuole aderire e compiere un gesto fragile di solidarietà, mandi una email a info@www.invisiblearabs.com