Proibire a un uomo che da poco meno di cinque mesi è in sciopero della fame di ricevere dei bloc-notes e dei fogli di carta su cui scrivere. E’ solo l’ultimo abuso subìto da Alaa Abd-el Fattah, il più noto prigioniero di coscienza egiziano. Non hanno concesso alla madre di Alaa, la professoressa Laila Soueif, di mandare a suo figlio dei vestiti puliti, come da lei denunciato in un post sul suo profilo Facebook. Alaa le ha scritto una lettera, datata martedì, in cui le ha fatto sapere che le stava scrivendo sull’ultimo foglio a disposizione. E che anche il bloc-notes era ormai pieno. Bloc-notes usato per appuntare citazioni durante lo studio, che Alaa prova a proseguire nonostante lo sciopero della fame. Persino sudoku ed enigmistica vengono scritti sui contenitori dei medicinali e del tè.
La carta è di nuovo un oggetto proibito, come lo è stato per oltre due anni. La carta è pericolosa: i pensieri liberi vengono impressi, sulla carta, e la voce di Alaa – attraverso la carta – valica le mura del carcere e riesce a diffondersi oltre i confini dell’Egitto.
Prosegue il digiuno solidale per Alaa Abd-el Fattah. Oggi digiuna ancora – come ha già fatto altre volte, e gliene siamo grati – Donatella Nicolini.
Chi vuole aderire al digiuno solidale di 24 ore a staffetta, iniziato il 28 maggio scorso e continuato sino a oggi senza interruzioni, può mandare una email a info@www.invisiblearabs.com