168 giorni di sciopero della fame. La conta dei giorni si allunga, pericolosamente. Un calvario, quello di Alaa Abd-el Fattah, coperto da un silenzio scandaloso.
In questo calvario, ci sono le notizie che riguardano gli altri prigionieri. La bella notizia di ieri è stata la liberazione di Haitham Mohammedein, una delle figure più importanti dell’attivismo egiziano.
Avvocato per i diritti del lavoro, Haitham Mohammedein era stato arrestato nel maggio 2018 con l’accusa di aver “aiutato una organizzazione terroristica”. Nonostante un tribunale ne avesse ordinato la scarcerazione nel 2019, Haitham Mohammedein è stato sino ad oggi la vittima di quella che, in Egitto, viene definita la pratica della “rotazione”. Si viene arrestati con un’accusa, si rimane in detenzione preventiva per anni, poi si riesce a essere scagionati, ma si rimane in carcere con un’altra accusa, un’altra indagine, un altro fascicolò aperto.
Haitham Mohammedein è stato scarcerato dopo anni di detenzione preventiva. Una delle richieste, peraltro, fatte da Alaa Abd-el Fattah quando, poche settimane fa, ha inasprito il suo sciopero della fame e ne ha fatta una battaglia per tutti i prigionieri nelle carceri egiziane. Una delle richieste, infatti, parlava della scarcerazione di chi si trova nel girone infernale della detenzione preventiva.
I segni della carcerazione sono così evidenti sul corpo di Haitham Mohammedein… Viene da chiedersi cosa succede, oltre le mura degli istituti di pena, perché i corpi dei detenuti si trasformino in questo modo.
Il digiuno solidale a staffetta per Alaa continua. Oggi, venerdì 16 settembre, Federica Zanetti digiuna per la prima volta per Alaa. Federica Zanetti è Professoressa associata all’università di Bologna nelle discipline della didattica speciale e pedagogia del Dipartimento di Scienze Dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”.
Grazie, cara Federica!
C’è bisogno di non interrompere la catena del digiuno solidale per tenere viva l’attenzione su Alaa e sui 60mila prigionieri nelle carceri del regime egiziano e sullo stato delle violazioni dei diritti. Chi vuole aderire, e partecipare al digiuno scriva una email a info@www.invisiblearabs.com
