Laila Soueif: Alaa è così magro da far paura, ma per le autorità il suo sciopero della fame non esiste

Allo scoccare dei sei mesi dello sciopero della fame di Alaa, Laila Soueif, sua madre, ha scritto su Facebook un riassunto della situazione in cui si trova suo figlio, tra ingiustizia, negazione, silenzio.

Ecco cosa scrive Laila Soueif:

“Alaa ha completato 180 giorni di sciopero della fame
Alaa è in sciopero della fame dal 2 aprile 2022. L’ultima volta che l’ho visto, il 17 settembre, era così magro da far paura. Sembrava che il suo torace fosse bidimensionale.
In una lettera, scritta il 26 settembre, Alaa dice che per il momento continua a bere latte (scremato) con un cucchiaio di miele, quindi si nutre ancora un po’, ma che quando torna in cella, dopo aver fatto esercizio fisico, è esausto. Alaa può uscire dalla cella per fare esercizio fisico in una sala interna per mezz’ora al giorno. Alla fine dice: “I miei movimenti della pancia sono molto dolorosi, ma è solo una o due volte alla settimana, quindi non è un grosso problema”. Una volta alla settimana, Alaa mangiava qualcosa di nutriente, come un cetriolo o una mela, per aiutare la motilità intestinale. Sei settimane fa ha smesso di farlo perché il Ministero degli Interni e il Ministero degli Affari Esteri hanno continuato a diffondere notizie sul fatto che non fosse davvero in sciopero della fame e che esistessero filmati in cui mangiava.
Nel frattempo, le autorità egiziane continuano a negare che Alaa stia facendo lo sciopero della fame, rifiutano di permettere ai suoi avvocati di visitarlo, ai membri del Consiglio nazionale egiziano per i diritti umani di visitarlo e di consentirgli l’accesso consolare. L’amministrazione carceraria ha fabbricato un rapporto datato 2 luglio 2022, che sostiene essere il risultato di un esame medico di Alaa. Il Ministero degli Affari Esteri ha diffuso questo rapporto a varie ambasciate del Cairo.
Alaa non è stato visitato dai medici del carcere in quella data. Anzi, ha rifiutato di essere visitato a meno che l’esame non fosse alla presenza del suo avvocato o di un rappresentante del console britannico, oppure da un rappresentante del Consiglio nazionale per i diritti umani. L’unica volta che Alaa è stato visitato dai medici del carcere è stato quando è arrivato a Wadi El-Natron, il 18 maggio 2022.
Ad agosto, quando sono venuta a conoscenza di questo rapporto, ho presentato un reclamo contro i tre medici che lo hanno firmato al comitato etico del sindacato dei medici.
Ho anche presentato una denuncia al Consiglio nazionale per i diritti umani, descrivendo in dettaglio le violazioni in corso contro Alaa, tra le quali c’è questo verbale falsificato.
Mercoledì scorso (21 settembre 2022) l’amministrazione carceraria ha voluto sottoporre Alaa a una visita medica. Anche in questo caso, Alaa si è rifiutato di farsi visitare, a meno che l’esame non avvenga in presenza di un medico che rappresenti il Consiglio nazionale per i diritti umani, il Sindacato dei medici o il consolato britannico.
Alaa ha incontrato il direttore che voleva redigere un rapporto ufficiale in cui fosse chiaro che era Alaa a rifiutarsi di essere visitato. Tuttavia, quando il direttore si è rifiutato di includere nel suo rapporto le ragioni del rifiuto di Alaa, Alaa non ha voluto firmare il rapporto.”

Il digiuno solidale a staffetta per Alaa continua. Oggi mercoledì 29 settembre digiuna ancora ma volta Paolo Pignocchi.

Chi vuole aderire, e partecipare al digiuno scriva una email a info@www.invisiblearabs.com.