From Blah Blah Blah to Blood Blood Blood

Alaa è al giorno 191 del suo sciopero della fame. Si avvicina a grandi passi il numero simbolico dei 200 giorni di sciopero della fame. E si avvicina a grandi passi anche la conferenza internazionale sul clima, COP27, che si terrà a Sharm el Sheikh a partire dal 6 novembre: una conferenza che farà arrivare a Sharm decine di migliaia di persone da tutto il mondo. COP27 rischia di essere, a un tempo, la legittimazione internazionale del presidente Abdel Fattah al-Sisi e, per il movimento sull’emergenza climatica, una crisi di coscienza profondissima.

Arrivare nell’Egitto di al-Sisi senza minimamente mettere in discussione il suo regime, e le violazioni costanti dei diritti umani nel paese, significa un vulnus morale, per il movimento globale ambientalista. Naomi Klein, che ha firmato peraltro la prefazione all’edizione in inglese dei “quaderni dal carcere” di Alaa, ha scritto un bell’articolo su The Intercept. La battaglia avrebbe dovuto mandare un messaggio chiaro ad al-Sisi: devi liberare i prigionieri politici, se vuoi che il summit di Sharm abbia il suo effetto.

Invece nulla. Stiamo assistendo, più che alle chiacchiere, a un silenzio che appare già colpevole ora. From Blah Blah Blah to Blood Blood Blood. Leggetevi l’articolo di Naomi Klein. Ne vale l’articolo.

Oggi domenica 9 ottobre digiuna ancora una volta Mariangela Gallo in solidarietà con Alaa. La ringrazio di cuore. Mariangela Gallo fa parte del direttivo Anbamed, l’aps per la Multiculturalità che sin dal primo momento segue la storia e il calvario di Alaa.
Chi vuole aderire alla staffetta del digiuno, mandi una email a info@www.invisiblearabs.com
#FreeAlaa #SaveAlaa