Le madri

Undici anni fa, precisamente il 14 ottobre del 2011, avevo scritto un post su questo stesso blog, dedicato a due donne, due madri. Pochi giorni prima, il 9 ottobre, era stato compiuta una strage, passata alla storia della rivoluzione egiziana come la strage dei copti.

“Ci sono due madri, in questa foto. A sinistra, la madre di Mina Daniel, il ragazzo ucciso nella strage dei copti (e non solo) del 9 ottobre scorso al Cairo. Mina Daniel era uno dei ragazzi di Tahrir, e che fosse copto nessuno o quasi lo ha saputo sino a quando non è stato ucciso. Perché quale fede si praticasse non era e non è importante, per chi ha fatto la rivoluzione del 25 gennaio. A destra c’è un’altra madre a lutto. La madre di Khaled Said, anche lui un ragazzo egiziano, anche lui innocente, ucciso di botte dalla polizia del regime di Hosni Mubarak, il 6 giugno del 2010. La madre di Khaled Said – per inciso musulmano, ma non conta nulla – è partita da Alessandria,  è arrivata al Cairo ed è andata a rendere omaggio e soprattutto a consolare la madre di Mina Daniel.

In Egitto le chiamano le madri dei martiri della rivoluzione. Io preferisco chiamarle due madri che hanno perso un pezzo di carne, quanto di più prezioso e insostituibile avessero. I loro visi dignitosi e sofferenti a un tempo dovrebbero insegnare molto. Della realtà, della dignità, e di quei ragazzi che sono morti per destrutturare la politica, ricostruirla e decidere il proprio futuro.

Per inciso, ma lo dico solo per far comprendere quanto si sia giocato su un pezzo di stoffa per non guardare in faccia il mondo arabo, entrambe queste madri, una cristiana e una musulmana, portano un velo. Nero. Il velo del lutto”.

Ripropongo oggi queste righe, dedicate non solo ad Alaa, ma alle donne. Alle donne iraniane. Alle madri dei martiri, alle madri dei prigionieri, alle madri delle vittime delle dittature.

Alaa è al giorno 193 di uno sciopero della fame che preoccupa tutti, la famiglia e noi che guardiamo attoniti, attendendo un segno. Oggi 11 settembre Alessandra Icardi digiuna ancora una volta in solidarietà con Alaa.

Chi vuole aderire al digiuno solidale a staffetta di 24 ore, iniziato in Italia lo scorso 28 maggio, può mandare una email a info@www.invisiblearabs.com