Mandato d’arresto da parte del Tribunale Internazionale Permanente (ICC) nei confronti di Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant, nelle loro funzioni di primo ministro e ministro della difesa del governo di Israele. Per crimini contro l’umanità, cioè crimini sistematici: crimini contro la popolazione civile di Gaza relativi all’affamamento, alla mancanza di aiuti essenziali come l’elettricità, l’acqua, il cibo, i medicinali, il carburante.
E’ solo l’inizio. La giustizia internazionale sta facendo il suo corso.
E’ stato emesso anche un mandato di arresto nei confronti del capo delle Brigate Ezzedin al Qassam, l’ala militare di Hamas (non si sa se sia ancora vivo). Non è stato potuto emettere contro Ismail Haniyeh e Yahya Sinwar perché Israele si è fatto giustizia da solo, con omicidi mirati extragiudiziali, sminuendo il potere della legalità internazionale e delle corti internazionali.
Un pensiero grato, affettuoso per Antonio Cassese, il padre del tribunale ad hoc sulla ex Jugoslavia. Colui che ci ha aiutato ad arrivare sino a qui, alla giustizia internazionale che afferma la sua funzione. E un pensiero alla Storia, quella dei Balcani, che cambiò direzione con l’emissione dei mandati di cattura da parte del Tribunale ad hoc sulla ex Jugoslavia, nei confronti dei capi dei serbo-bosniaci, Radovan Karadzic e Ratko Mladic.
E un pensiero altrettanto grato per papa Francesco, la figura di rilievo internazionale più riconosciuta nel mondo, che ha sfidato in questi ultimi giorni la ‘pax informativa’ che aveva messo assieme la politica e i mass media. La sua richiesta di indagine e di giustizia è stata importante, a mio parere, per dare conforto a chi aveva paura di essere solo, nell’accusare il governo di Israele.