Alaa è libero, e a Londra

Mi rendo conto di non aver aggiornato da un po’ di tempo il mio blog. Aggiorno molto i miei social, e mi dimentico di questo spazio virtuale, di questo luogo da cui è nata la mia presenza sul web. Le coincidenze, però, hanno un senso, ogni tanto. E se son planata su invisiblearabs, proprio oggi, è perché tutto si tiene.

Alaa Abdel Fattah è atterrato oggi sano e salvo a Londra: inizia per lui un nuovo capitolo da uomo libero, da persona che non solo è finalmente stata liberata da una carcerazione ingiusta, ma è ora fuori dall’Egitto. Suo paese, e anche sua prigione. E’ attraverso Alaa e gli informatici e i blogger e i rivoluzionari dell’inizio degli anni Duemila che ho scoperto gli arabi invisibili che danno il titolo a questo e-diario. O e-samizdat. E soprattutto, attraverso Alaa e i suoi fratelli e sorelle ho scoperto un mondo virtuale che, allora, apriva possibilità che sembravano infinite.

La storia di questi oltre vent’anni non è solo lunga: è incredibile, bella e altrettanto dolorosa. Racchiusa nelle poche parole che Alaa ha messo su Facebook, poco prima di partire dal Cairo e riuscire a salire su quell’aereo che lo avrebbe portato a Londra

Like a bird on a wire
Like a drunk in a midnight choir
I have tried in my way to be free
Come un uccello su un filo
come un ubriaco in un coro di mezzanotte
ho cercato a mio modo di essere libero
Bentornato libero, Alaa.
Chi vuole scavare nell’archivio di questo blog troverà molto, della storia di Alaa, della rivoluzione di Tahrir, della sua carcerazione ingiusta. E del digiuno a staffetta durato sei mesi, in Italia, a sostegno del lungo e doloroso sciopero della fame che Alaa ha fatto, anni prima che la madre, Laila Soueif, ne facesse uno altrettanto doloroso per liberare suo figlio. E ridargli vita. Chi scaverà in questo blog troverà anche traccia dei suoi quaderni dal carcere che ho avuto il privilegio di pubblicare nella collana che coordino dentro Hopefulmonster. Non siete stati ancora sconfitti (tradotto magistralmente e con amore da Monica Ruocco) è testimonianza, rivoluzione, dignità, poesia.