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“Addio alla voce di Gaza” autore: Fuad Alymani murale Piazzetta Saraceni, Sambuca di Sicilia luglio 2026
Anas al-Sharif, giornalista di Al Jazeera Arabi,
era nato a Gaza, nel campo profughi di Jabalia. Aveva 28 anni quando fu ucciso, il 10 agosto 2025, a Gaza, in un attacco aereo mirato israeliano, insieme a quattro colleghi. Era divenuto in pochi anni uno dei più seguiti giornalisti televisivi del mondo arabo. Era sposato con Umm Salah e padre di una figlia, Sham, e di un figlio, Salah.
“Ho vissuto il dolore in ogni suo dettaglio, ho assaporato la sofferenza e la perdita molte volte, eppure non ho mai esitato a trasmettere la verità così com’è, senza distorsioni o falsificazioni, affinché Allah [nel senso generale di Dio, nota del traduttore] possa testimoniare contro coloro rimasti in silenzio, coloro che hanno accettato la nostra uccisione…senza far nulla per fermare il massacro che il nostro popolo ha affrontato…”
(Dalla lettera testamento lasciata alla famiglia e agli amici)
Fuad Alymani, artista visuale e disegnatore,
è nato in Palestina, a Ramallah, nel 1996. Laureato in Arte Contemporanea, ha esposto già giovanissimo in molti paesi in Medio Oriente, negli Stati Uniti e in Europa. Vive ora a Praga.
“Ho usato per lungo tempo, come colore di fondo, il rosso, segno del sangue, della morte e del genocidio a Gaza. Più recentemente ho utilizzato anche l’arancione, come in questo murale. È il colore delle arance, dei frutti della mia terra, in ricordo di un tempo lontano senza guerra e di speranze senza tempo. Il colore verde definisce le persone, i civili, i palestinesi protagonisti di quelle speranze e vittime della guerra.”
“Addio alla voce di Gaza” è una installazione artistica su muro perimetrale di una abitazione privata. È stato realizzato in occasione della mostra “Falastin Hurra “[“Palestina libera”, n.d.t.], collettiva di illustrazioni su e per Gaza, ospitata a Sambuca di Sicilia, con il sostegno del Circolo dei Lettori.
Il murale si affaccia sulla Piazzetta Saraceni e la contigua Via Fantasma, che ricordano la lunga presenza degli arabi in Sicilia. In Sambuca di Sicilia, in particolare, la tradizione popolare fa memoria del castello arabo e della battaglia che portò alla sconfitta della guarnigione locale e all’uccisione di soldati e di civili, loro familiari che vivevano nella zona attigua al castello. La pietas popolare ha tramandato il ricordo delle donne e dei bambini uccisi, trasformandoli in fantasmi che si aggirano nei vicoli nella notte.
Il murale è ora un segno per ricordare gli oltre 270 giornaliste e giornalisti palestinesi (compresi cameramen, fotografi, montatori, producer) uccisi dal 2023 e dei loro familiari divenuti anch’essi bersagli e vittime. È anche un segno di riconoscenza, da parte di due giornalisti italiani che li hanno conosciuti.
Note tecniche sul murale, realizzato in smalto ad acqua
colori presso: COLFER
ponteggio mobile: Ditta BALLERINI
