Diario del Cairo – La città rifiutata


In attesa di parlare del Cairo al Festivaletteratura di Mantova sabato prossimo, 7 settembre, assieme a Filippo Romano e Luca Molinari (evento n.131), ripropongo un articolo che avevo postato qui sul blog il 28 marzo del 2011, uno dei miei diari dal Cairo. Cairo è una megalopoli segnata non solo dalla tragedia politica di anni e decenni, ma – appunto per questo – dal rapporto che i diversi segmenti della società egiziana hanno deciso di avere con la trama urbana. Riprendo ancora una volta Roland Barthes, e le sue famose pagine sulla città come “discorso”: leggere Il Cairo significa farsi raccontare, dalla città, cosa è successo dei suoi residenti. Dove sono ora, cosa hanno deciso di fare della loro relazione col Cairo, perché sono rimasti, per quali ragioni – al contrario – hanno rescisso la loro storia con la città.

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Morsi e i diritti a corrente alternata

Un presidente regolarmente eletto viene arrestato e processato per essere scappato di prigione durante una rivoluzione. Viene condannato, per la precisione, alla pena capitale, da un tribunale penale del regime che ha dimissionato e arrestato il presidente. La sentenza, subito dopo, viene inviata alla massima autorità religiosa nazionale perché la convalidi o esprima un parere …

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Ma quanto conta un premio! Di @alaa e del Sakharov

Notizia: Alaa Abdel Fattah è in pole position per il Premio Sakharov. Semplice intuizione, nessun bisbiglio dietro le quinte, nessuna voce di corridoio. Ma deve essere così. @alaa deve essere in pole position, tra i candidati al più importante premio europeo sui diritti umani. Perché? Perché l’attacco contro Alaa Abdel Fattah sferrato dal Giornale è …

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#FreeAlaa. Per una intera generazione

“Scrivo di una generazione che ha combattuto senza disperazione e senza speranza, che ha vinto solo piccole vittorie e che non è stata scossa da grandi sconfitte, perché questo era l’ordine naturale delle cose. Una generazione le cui ambizioni erano più limitate delle ambizioni di coloro che sono venuti prima di noi. Una generazione i …

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Dimenticare Tahrir

Da Tahrir a Emaar Square. Il titolo dell’articolo del Guardian è di quelli che catturano l’attenzione. O perlomeno attirano l’attenzione di chi, come me, è affascinata da come lo spazio urbano diventa non solo palcoscenico, ma protagonista a suo modo della storia. E anche della storia sociale. Da Tahrir a Emaar Square. Emaar Square? Mai …

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No War

È il titolo del workshop al quale partecipo oggi a Torino, anzi stasera alle nove, al Circolo dei Lettori, invitata da Fabrica. No War, il che non vuol dire immediatamente Peace… Parlerò di Alaa Abdel Fattah. Non solo per Tahrir e per le rivoluzioni del 2011, ma anche perché Alaa rappresenta uno dei tanti giovani …

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Chi ha paura di @alaa?

“Ho ufficialmente informato l’ufficio della procura con un telegramma (n.96/381 con data odierna), e con una lettera (consegnata nelle mani del pubblico ministero, protocollata con n.17138/2013), così come ho informato il procuratore generale per la zona Cairo Centro (telegramma n. 96/382) della mia intenzione di costituirmi sabato 30 novembre alle ore 12 all’ufficio della procura …

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A charge I do not deny and a honour I do not claim

La dichiarazione di Alaa Abdel Fattah del 27 novembre, pubblicata sul suo seguitissima profilo Facebook e tradotta in inglese da uno dei suoi follower. È un j’accuse della situazione in Egitto. Dovrebbe far parte di qualsiasi rapporto sull’Egitto redatto nei ministeri degli esteri. A Charge I don’t Deny and an Honour I don’t Claim For …

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