Quando cambiano le regole del gioco

Donald Trump è stato molto chiaro, nella sua dichiarazione su Gerusalemme capitale di Israele. Per l’ennesima volta, durante la sua presidenza, ha messo da parte la comunità internazionale, le convenzioni firmate anche dagli Stati Uniti, le risoluzioni dell’Onu votate anche dagli Stati Uniti, il diritto internazionale. Di conseguenza, ha indicato il suo metodo: definire, in quanto presidente, il ruolo degli Stati Uniti nel mondo fuori dagli organismi unilaterali.

La possiamo definire in vari modi. Politica imperiale, imperialista,

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A revealed old truth


So, president Donald Trump revealed to the world the truth we (the Jerusalemite inhabitants) knew since years. The old fashioned diplomatic ipochrisy left room to the rude untold truth.
The Two-State-solution as envisioned by the Oslo process’ architects is not anymore a comatose patient: it is already dead and buried under the Israeli Colonies’ enterprise Avalanche.

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La dottrina Trump-Friedman su Gerusalemme

La questione data, formalmente, dal 1980, da quando – addì 30 luglio – la Knesset approva nella legge fondamentale la parte relativa a “Gerusalemme capitale di Israele”. Da quel momento in poi, per lo Stato israeliano “Gerusalemme, completa e unita, è la capitale di Israele”, ed è “La sede del Presidente dello Stato, della Knesset, del Governo e della Corte Suprema”.

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