Morire una mattina a Jenin

“Per me Jenin non è una storia effimera nella mia carriera o persino nella mia vita personale. È la città che può sollevarmi il morale e aiutarmi a volare. Incarna lo spirito palestinese che talvolta trema e crolla e poi, oltre ogni immaginazione, si rialza per seguire le sue traiettorie e i suoi sogni”.

Shireen Abu Aqleh, This Week in Palestine, ottobre 2021

Cento chilometri. Appena cento chilometri separano Jenin da Gerusalemme. Jenin, in cui stamattina presto è stata uccisa con un colpo alla testa Shireen Abu Aqleh, la più nota giornalista televisiva palestinese, e Gerusalemme, la città in cui era nata, per la precisione nel quartiere di Beit Hanina, a est della linea verde, molto vicino a Ramallah. Eppure, per lei era proprio Jenin, in cui ha perso la vita, la città che

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Al Jazeera, la storia continua

E così è ufficiale.  Israele ha fatto partire la procedura per chiudere l’ufficio di Al Jazeera e revocare il permesso stampa della tv del Qatar, la prima tv panaraba nella storia dei media della regione. Lo ha confermato il ministro delle comunicazioni, Ayoub Kara. Chiusura non imminente, ha precisato alla Reuters, perché l’iter avrà bisogno di tempo.

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A revealed old truth


So, president Donald Trump revealed to the world the truth we (the Jerusalemite inhabitants) knew since years. The old fashioned diplomatic ipochrisy left room to the rude untold truth.
The Two-State-solution as envisioned by the Oslo process’ architects is not anymore a comatose patient: it is already dead and buried under the Israeli Colonies’ enterprise Avalanche.

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Un Muro, un binario, e una città in bilico

Uscita di scena. Così, tutto d’un tratto, come d’un tratto Gerusalemme era stata messa sul palcoscenico del conflitto israelo-palestinese. Nel giro di pochissimi giorni, di Gerusalemme non si parla più, perché l’asse del confronto è stato di nuovo dirottato verso Gaza. La nuova operazione militare israeliana sulla Striscia – con l’altissimo prezzo che la popolazione …

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I bambini di Jaba

E’ una di quelle giornate, oggi, magistralmente disegnate da Joe Sacco nel suo Palestine, la graphic novel dedicata alla prima intifada. Fredda, piovosa, e con un vento sferzante. Triste. D’altro canto è febbraio, il mese pazzo nella antica tradizione palestinese. Un proverbio dice che a febbraio può nevicare anche sette volte. E oggi grandina. E’ …

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Abu Mazen premier. Accordo raggiunto

Definirla una svolta potrebbe essere eccessivo, ma – certo – l’annuncio fatto stamattina in Qatar dell’accordo raggiunto da Mahmoud Abbas e Khaled Meshaal è di quelli che segnano una tappa, in questa storia farraginosa e travagliata della riconciliazione palestinese. La notizia: Mahmoud Abbas guiderà il governo di transizione che deve superare l’impasse di questi ultimi …

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“La mela l’avevamo già mangiata”

Per amore della storia di questo conflitto, vorrei condividere con i lettori queste poche righe di una conversazione tra Saeb Erekat e George Mitchell (che qualche mese fa ha gettato la spugna, e ha lasciato la Casa Bianca e il suo ruolo di inviato speciale per il Medio Oriente, mentre – come anche scrive Nahum …

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Hamas e il Secondo Risveglio Arabo

Il 15 marzo del 2011 non è un “giorno della rabbia”, come lo è stato in altri paesi della regione, nei mesi del Secondo Risveglio Arabo. La giornata di manifestazioni indetta, anche in questo caso, attraverso il tam tam via internet, ha per i palestinesi un’altra caratura. Unità, fine delle divisioni, riconciliazione. In un concetto: …

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15 marzo. Tocca ai palestinesi

Non è un “giorno della rabbia”, come lo è stato in altri paesi arabi. Il giorno delle manifestazioni, per i palestinesi, ha un’altra caratura. Unità, fine delle divisioni. E, programmaticamente, la  “giornata dell’unità” è stata programmata dai ragazzi. Sono loro a essersi riuniti, nelle scorse settimane. Sono loro ad aver stilato documenti su documenti. Sono …

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