Al posto del Paese ospite d’onore, una nuova formula che offre un focus allargato e traversale su realtà culturali che superano le rigide divisioni degli Stati nazionali. A criteri puramente geopolitici subentrano più ampi criteri geoculturali. La letteratura come patria, come rifugio, come portatrice di diritti, come luogo deputato al dialogo, al confronto con l’altro. Non una semplice vetrina, ma un’occasione di scambio, un comune discorso in progress da opporre alle semplificazioni e ai pregiudizi.
Salone del Libro
Borders are there to be crossed
The International Book Fair in Torino, the second largest Book Fair in Europe, has announced that Saudi Arabia will no longer be the guest of honour in its 2016 event. Instead, next year’s fair will focus on Arab Literature more broadly. This move breaks with the fair’s long tradition of hosting a different country each year, in close collaboration with the embassies and the ministry of culture of the guest countries.
It was almost midnight in Sydney and about 4pm in Sambuca in Sicily, when the Italian newsagency ANSA launched the news: “The organizers decided that the International Book Fair in Torino would not have an honoured guest next year, but would shift from a geopolitical to geo-cultural criteria” (ANSA, 6 October 2015).
Invitate a Torino la Letteratura Araba, l’unica patria degli scrittori
Pubblico una proposta di Lucia Sorbera e mia alla Fondazione che guida e organizza il Salone del Libro di Torino. E’ una proposta che fa seguito alla decisione di non avere l’Arabia Saudita come paese ospite dell’edizione 2016. L’adesione è libera. Abbiamo sinora superato la quota psicologica delle centocinquanta firme, tutte molto belle. Per aderire potete inviare una email al seguente indirizzo: arabialsalone@gmail.com (pc)
Abbiamo accolto con sollievo la notizia che il Salone del Libro di Torino non vedrà come paese ospite dell’edizione 2016 l’Arabia Saudita. Una decisione veicolata attraverso la stampa italiana, e che sarà resa formale nella riunione del consiglio di amministrazione della Fondazione in agenda per il 6 ottobre prossimo.
Come studiose della lingua, letteratura, storia e politica dei Paesi arabi sosteniamo la decisione del Salone del Libro, che chiude un episodio increscioso nella storia della più importante fiera editoriale d’Italia.
Non siamo contro la popolazione saudita e/o residente in Arabia Saudita, che riteniamo la prima vittima di un regime, stigmatizzato per le patenti e crudeli violazioni dei diritti umani da parte tutte le associazioni internazionali per la difesa dei diritti umani. Sin dal maggio scorso, al contrario, abbiamo subito pensato che a pagare il prezzo della scelta del Salone del Libro sarebbero stati proprio gli scrittori sauditi, e assieme a loro quelli arabi.
La censura in vigore in Arabia Saudita ha fatto sì, infatti, che molti scrittori nazionali siano stati pubblicati all’estero, nelle altre capitali della regione araba o in Europa o negli Stati Uniti. La politica perseguita da Ryadh, inoltre, ha influito pesantemente sulla repressione dell’ondata rivoluzionaria del 2011, definita dagli intellettuali locali come il secondo Risveglio Arabo.
Felici della decisione del Salone del Libro, ci permettiamo dunque di suggerire ai responsabili della fiera di proseguire con coerenza sulla linea perseguita in questi ultimi giorni.
Perché non invitare come paese-ospite la Letteratura Araba? Non un paese, ma una patria. L’unica patria degli scrittori arabi, insomma, che non è piegata alle censure del regime di turno, e alle pressioni politiche e securitarie più o meno forti contro i singoli artisti.
In un tempo così difficile e duro, in cui i paesi arabi arrivano sui teleschermi e nei giornali solo per le crisi, le guerre, le nefandezze, e la loro umanità dolente, il Salone del Libro si porrebbe in questo modo all’avanguardia nella cultura europea. Di fronte all’orrore e agli stereotipi, si può rispondere solo con la conoscenza e l’accoglienza.
Lucia Sorbera e Paola Caridi
Ecco le prime adesioni
Gennaro Gervasio, British University in Egypt
Mariaelena Paniconi, Università di Macerata
Enrico De Angelis, Free Press Unlimited
Andrea Teti, University of Aberdeen
Chiara Comito,
Teresa Pepe, Oslo University
