Il lavoro di “comprendere” nell’Egitto di oggi

Condivido anche qui, sul mio blog, l’intervento che ho fatto ieri nella Sala Magna dell’Università degli Studi di Palermo nella cerimonia di conferimento del titolo di Benemerito alla memoria di Giulio Regeni, alla presenza (a distanza) dei suoi genitori, Paola Deffendi e Claudio Regeni, e dell’avvocata Alessandra Ballerini.

Il video della cerimonia è online, qui.

“La vita, nel sistema, è permeata in modo capillare di ipocrisia e di bugie: il governo dei burocrati è definito governo popolare; la classe operaia è resa schiava nel nome della classe operaia; la totale degradazione dell’individuo è presentata come la Continua a leggere

“E se i palestinesi scomparissero?”

E se una notte, da un minuto all’altro, scomparissero? Così, come in un soffio. L’idea è per alcuni un sogno, per altri un incubo. Di certo è irreale, impossibile, inconcepibile. Fino a quando, a farla entrare nella nostra riflessione sul reale, non arriva un romanzo. Chi dovrebbe scomparire? E da dove? Sono i palestinesi. Da Israele. E da Cisgiordania, da Gaza, da Gerusalemme. Nella terra tra il mar Mediterraneo e il fiume Giordano.

È questa l’idea, da molti definita geniale, che è al cuore del romanzo di Ibtisam Azem, Il Libro della Scomparsa. È stato appena pubblicato in italiano, grazie a Barbara Teresi, una delle Continua a leggere

“1994” di Adlène Meddi – Presentazione tra Torino e Algeri

Mercoledì 19 maggio 2021 – 18h (19h Italia) – Ambasciata dʼItalia – Algeri
Presentazione della prima edizione italiana del libro
1994 – di Adlène Meddi
hopefulmonster editore
introduce S.E. Giovanni Pugliese, Ambasciatore dʼItalia in Algeria
dialoga con lʼautore Francesca Paci, scrittrice, docente e giornalista de La Stampa
interviene Sofiane Hadjadj, editore, édition Barzakh
modera Paola Caridi, scrittrice e giornalista, curatrice della collana La stanza del mondo – hopefulmonster editore
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Mercredi 19 mai 2021 – 18h (19h Italie) –
Ambassade dʼItalie – Alger
Présentation de la première édition italienne du livre
1994 – de Adlène Meddi
hopefulmonster editore
introduit S.E. Giovanni Pugliese, Ambassadeur dʼItalie en Algérie
dialogue avec lʼauteur Francesca Paci, écrivaine, enseignante et journaliste de La Stampa
intervient Sofiane Hadjadj, éditeur, édition Barzakh
modératrice Paola Caridi, écrivaine et journaliste, curatrice de la série La stanza del mondo – hopefulmonster editore

Hamas, Gaza e il richiamo di Gerusalemme

Il discorso pronunciato da Ismai Hanyeh da Gaza, ieri sera, ha confermato molto di quello che già era chiaro sin dall’ultimatum che Hamas ha lanciato lunedì, dopo l’attacco della polizia israeliana a suon di lacrimogeni, granate assordanti e proiettili rivestiti contro i palestinesi che si trovavano dentro la moschea di Al Aqsa. Hamas interviene sulla protesta di Gerusalemme in un momento nel quale il panorama politico palestinese vive una delle sue crisi di rappresentanza e autorevolezza più profonde. Hamas interviene in un momento di vuoto dell’Autorità Nazionale Palestinese, la cui voce si è udita debolissima, riguardo a quello che stava succedendo da giorni nella città che, negli accordi di Oslo, doveva essere la capitale di due Stati, Israele e Palestina.

Se Israele ha i suoi incredibili problemi di politica interna (un premier sotto processo Continua a leggere

Una mera questione immobiliare (dice qualcuno)

Se invece volete saperne di più delle cosiddette “mere questioni immobiliari” a Gerusalemme, vi  consiglio un libro per ragazzi. Sì, un libro per ragazzi. Perché quello che succede a Gerusalemme, in questi giorni, mostra ancora una volta la necessità di conoscere nei dettagli la grammatica di una città. Compresa la grammatica delle mappe catastali. E’ un libro che non a caso ruota tutto attorno a una casa. Un immobile a Musrara, un quartiere nato  negli stessi anni in cui nasceva, proprio accanto, il quartiere di Sheikh Jarrah. Si era a cavallo tra Continua a leggere

La mano dei coloni su Gerusalemme

E’ una vecchia storia, quella del tentativo dei coloni di prendere spazi e case dentro il quartiere palestinese di Sheykh Jarrah, nella parte orientale e occupata di Gerusalemme. Una strategia raffinata e complessa che va avanti da oltre quindici anni. Noi addetti ai lavori la chiamiamo hebronizzazione di Gerusalemme. Significa ripetere il modello dei coloni israeliani nella città vecchia di Hebron: occupare uno spazio e creare attorno a quello spazio il sistema di sicurezza che rompe l’unità di un quartiere e la sua vivibilità. I coloni israeliani, che nel caso di Gerusalemme al pari di Hebron appartengono all’estrema destra religiosa, definiscono quello che fanno “redimere la terra”.

Ne ho scritto diffusamente nel mio Gerusalemme senza Dio, pubblicato ben otto anni fa, Continua a leggere