Ambrogio, we’ll miss you

La vita degli “emigranti temporanei” comprende anche i distacchi. Gli incarichi terminano, gli amici si trasferiscono ad altre sedi, le piccole comunità che si erano formate nel frattempo subiscono scosse di assestamento. Nella piccola comunità italiana gerosolimitana l’ultimo distacco in ordine di tempo è quello di Ambrogio Manenti, direttore dell’ufficio dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) dal 2003 a oggi.
Che il suo trasferimento dispiaccia, non solo a me, ma ai tanti che hanno incontrato Ambrogio in questi anni, è pleonastico. È un passaggio naturale, dopo tanti anni a curare una sede peraltro così delicata e difficile, cambiare. Ma, Ambrogio, we will miss you. Non solo per tua energia senza limiti, per tua innata capacità organizzativa, ma anche per l’abilità a ricavare del tempo (dal tuo tempo libero) per iniziative che nulla avevano a che fare, formalmente, con il ruolo nell’Oms, ma che certo avevano a che fare con la comprensione del luogo e la vita, vissuta, dentro un contesto di cui non ci si considera una meteora, ma – per il tempo che ci viene dato – un abitante.
E’ sua, e di pochi altri cinefili, l’idea – poi realizzata – dell’unico cineclub di Gerusalemme est. Kiss in the Desert è ormai un appuntamento settimanale per molti di noi, ed è nato – appunto – dalla capacità di Ambrogio di avere un’idea, verificarne la fattibilità e realizzarla. Tutto, in pochissimo tempo. Un decisionista, insomma, sia nel tempo libero sia – a quanto confermano i risultati ottenuti dall’Oms in Cisgiordania, ma soprattutto a Gaza – nel lavoro.
Ambrogio ha fatto tanto, per la salute pubblica a Gaza. Se ne sono accorti, probabilmente, più gli addetti ai lavori degli altri. Lavoro dietro le quinte, lavoro per i malati, e per la salute del milione e mezzo di abitanti di Gaza, nelle piccole cose così come nel rapporto con chi – fuori e dentro la Striscia – controlla il territorio e i confini. Per una volta tanto, il sistema Onu ha dato prova di efficienza, rapidità, risposta immediata alle necessità, capacità politica.

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