Da Twitter a Dennis Ross

Per fortuna, la nuova comunicazione in Medio Oriente è divenuto un fatto noto sui nostri giornali. Blog, twitter, i social network non fanno quasi più notizia. O meglio, la fanno perché sono diventati anche una fonte di controinformazione (da prendere con la dovuta prudenza, certo), determinante in questi giorni difficili e vivaci in Iran. Non è la prima volta che twitter viene usato. Fu uno strumento importante anche nelle ultime manifestazioni al Cairo, un anno fa, soprattutto perché era in uso tra i blogger ben da prima. A Teheran, come al Cairo, l’uso delle tecnologie più avanzate da parte dei giovani (che rappresentano la maggioranza della popolazione, al contrario della vecchia Europa) è la testimonianza più formidabile che lo stereotipo in uso e abuso in Italia non vale. In Medio Oriente non si vive più nelle caverne, da un pezzo. E sfido chiunque a dire che twitter sia più usato qui in Italia che nel mondo arabo e mediorientale…

Comunque, la notizia non è twitter a Teheran, ma il possibile spostamento di Dennis Ross dal dipartimento di Stato alla Casa Bianca. Ora, sono parecchi mesi che si parla di Dennis Ross come della punta di diamante della politica iraniana a Washington. Sin da quando si comprese che i repubblicani non avrebbero potuto farcela alle presidenziali, e Ross si spostò, assieme a molti altri analisti che sembravano (erano?) più in linea con Bush e i neocon. Nella prima stesura della nomenklatura obamiana, Dennis Ross (che in sostanza crede nello strike preventivo contro l’Iran) non ce l’ha fatta ad avere un posto di spessore decisionale. Ora, il tam tam dice che dovrebbe spostarsi più vicino a OBama, dentro la Casa Bianca. Secondo me, bisognerà aspettare e vedere se questa decisione sarà effettivamente presa.

Ps. Che twitter non sia una notizia è ovviamente una boutade, visto il mio amore per la nuova comunicazione giovanile in Medio Oriente. Le immagini da Teheran sono commoventi: la conferma che internet, per i ragazzi in Medio Oriente, non è stato tanto un rifugio, quanto uno strumento per mettere insieme pezzi di dissenso, aggregarli sul web e poi darsi appuntamento. Nelle piazze del Cairo o sui tetti di Teheran.

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