Tutto per un pallone

Che la tensione fosse già alta, lo si percepiva, per le strade Algeri. Giù, verso la Casbah, dove ‘mercanti’ improvvisati vendevano tutta la simbologia del tifo, magliette, cappellini, e tante bandiere. Un tripudio di bianco rosso e verde versione algerina.

Il quid? Una partita di calcio. Ventidue giocatori in calzoncini che corrono per un’ora e mezza rincorrendo un pallone. Ma la partita è di quelle che suscitano tensione, forse più sociale che sportiva. La nazionale algerina affronta, il 15 novembre, i Faraoni egiziani. In palio, la partecipazione alla Coppa del Mondo.

Tensione altissima, insomma. Nessuno, però, s’aspettava che la tensione sarebbe arrivata – al Cairo – sino al punto da colpire gli stessi giocatori del team algerini, bersaglio di un attacco con sassi al loro arrivo nella capitale egiziana.

Le bus de l’équipe nationale algérienne est tomber à leur arriver au Cair Jeudi après midi dans un véritable traquenard . 3 joueurs ont étaient blesser, Rafik Saifi a été légèrement toucher a la main Rafik Halliche et Khaled Lemouchia ont étaient toucher a la tête.

Les vitres du bus ont était défoncés par des pavés lancée par des supporteur égyptien malgré l’escorte du service de sécurité Le ministre algérien des affaire étrangère Mourad Medelci a qualifier cette attaque de grave et demander aux autorités égyptienne de prendre les mesures nécessaires pour assurer la sécurité des joueurs de l’équipe national et des supporteur algériens présent en Egypte.

L’Algeria ha convocato l’ambasciatore egiziano. E la tensione, non più sportiva, è salita alle stelle. Cosa succederà domenica prossima? Ci sarà ancora la partita? E soprattutto: perché così tanto investimento di emozioni e di tifo per una partita tra Egitto e Algeria? Cosa c’è veramente in palio, nella mente dei tifosi?

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