La Legge e l’Uomo

Chi vive a Gerusalemme da anni sa bene quanto la Legge sia spesso (quasi sempre, ahimè) considerata più importante dell’Uomo.

Premessa d’obbligo, per spiegare  per quale motivo mi abbia così colpito – a me laica – un passo della Lettera di San Paolo apostolo ai Galati. Seconda lettura della messa di ieri. Ascoltata, peraltro, sotto una delle più belle (meravigliose) absidi romane, quella di Santa Maria in Trastevere dove, accanto alle 12 pecore, c’è la rappresentazione di Gerusalemme. Hierusalem, e sopra una città turrita, le tessere del mosaico che si declinano soprattutto sui toni del rosso.

E guardando Hierusalem, ho ascoltato Paolo di Tarso

“Se la giustificazione viene dalla Legge, Cristo è morto invano”.

Il Vangelo di ieri era il passo di Luca che racconta di Gesù nella casa di Simone il fariseo, e della donna peccatrice. La predica, ieri, diceva: “Gesù non solo aiuta il fariseo a confrontarsi proprio con lei, a non credersi diverso,ma lo aiuta a trovare motivo di ammirazione in quella donna e di cambiamento. Il peccatore diventa un esempio per l’uomo della legge! Come il samaritano buono, come il centurione che ha più fede di tutti in Israele […] Il fariseo non crede, invece, al perdono, perché per lui il peccato è una condizione definitiva, immutabile, e il perdono frutto di sforzo individuale”.

La foto è di Francesca Nardi

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